Comitato "Città antica" - Napoli Notiamo con piacere che il nostro indirizzarci all'Unesco ha vinto il silenzio delle autorità locali finalmente spingendole al dialogo. Riteniamo perciò giusto replicare all'assessore Laudadio anche se non vorremmo essere trascinate in inutili polemiche. L'assessore dichiara che la giunta è impegnata nella politica del fare e non del dichiarare. Ne prendiamo atto per il futuro, il passato avendoci dato esempi diversi: il restauro dell'Albergo dei poveri, il restauro di Palazzo Penne dove solo la magistratura è riuscita a imporre un intervento per evitare il disastroso crollo, gli infiniti annunci di videocontrolli ai varchi dei decumani con telecamere, vedi Centauro e Itaca (l'ultima conferenza stampa che ne stabiliva la messa in funzione risale all'anno 2006); le annunciate e mai realizzate pedonalizzazioni del centro storico, l'istituzione del manutentore per il sito Unesco così come annunciato dal sindaco nella sua campagna elettorale. L'elenco potrebbe continuare a lungo e arricchirsi del mancato accoglimento persino di buone proposte delle municipalità. L'assessore annunciò, ormai un anno fa, lo stanziamento di 200 milioni su fondi Por 2007-2013, in un pubblico convegno altrettanto pubblica avrebbe dovuto essere la comunicazione dei progetti o almeno dei protocolli d'intesa che egli dichiara già esistano. La scelta di finanziare un progetto, come certamente l'assessore sa, deve riportare: le motivazioni d'interesse pubblico, un impegno di spesa certo, un inizio dei lavori certo, un'ultimazione certa. Tutte cose che prevedono non pure indicazioni d'intenti ma elaborati chiari e dettagliati. I cittadini, trattandosi di denaro pubblico, devono essere consultati non su loro richieste più o meno riservate, ma in pubbliche assemblee con possibilità di confronti e dibattiti. Pare addirittura ridicolo convocare le associazioni solo per dare apporto sui dettagli di progetti a loro ignoti ma già definiti, tra l'altro sarebbe più utile chiedere quest'aiuto ai professionisti. Più chiaramente le associazioni devono essere coinvolte nella stesura delle priorità d'interventi, i dettagli tecnici sono di competenza dei tanti professionisti di cui Napoli è splendidamente ricca. Nello specifico la priorità assoluta che noi da anni indichiamo agli organi comunali è quella di un serio impegno per la manutenzione ordinaria e la vivibilità, appare evidente che per la tutela del centro storico è certamente più conveniente un piano organico, continuato e a regime di vigilanza e di piccoli interventi che possano prevenire la necessità di emergenziali restauri ultradecennali. Questa è l'indicazione di tutti gli esperti di siti Unesco, primo tra loro il professor Settis, rettore della Scuola Normale di Pisa. Ulteriore e importantissimo punto è la mancata elaborazione di un piano di gestione che come prevede la dichiarazione di Budapest del 2002 e la successiva legge italiana 7706 è indispensabile per un sito Unesco. Ne chiedemmo la redazione anche nel convegno del 5 maggio 2007, l'abbiamo sollecitata e siamo pronte a collaborare. Nella redazione del piano è fondamentale la concertazione con tutte le realtà operanti nel sito così da assicurare un giusto equilibrio tra conservazione, sostenibilità e sviluppo in modo che i beni del patrimonio mondiale possano essere tutelati attraverso attività adeguate che contribuiscano allo sviluppo socio-economico e alla qualità della vita delle comunità che in esso operano. Tutto ciò a Napoli non esiste e la sua mancanza è un grave deficit sia di partecipazione che di sviluppo.
NAPOLI - L'assessore e la tutela del centro storico
Il Comitato "Città antica" di Napoli ha notato che l'assessore Laudadio ha dichiarato che la giunta è impegnata nella politica del fare e non del dichiarare. Il Comitato ha richiesto un piano di gestione per il sito Unesco e ha sollecitato la redazione di un piano di gestione che sia stato già richiesto anche nel convegno del 5 maggio 2007. Il Comitato ha anche richiesto la consultazione dei cittadini su progetti di finanziamento e ha criticato la mancanza di un piano di gestione per il sito Unesco. Il Comitato ha anche richiesto un impegno per la manutenzione ordinaria e la vivibilità del centro storico.
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