"Ha tradito chi lha fatta eleggere vado a Roma con Berlusconi" Ho difeso non solo il presidente della Repubblica ma anche Veronesi, una personalità della nostra città Nella delibera sulla rassegna teatrale ho tolto i motivi di polemica. E non ho preso in giro nessuno della giunta Lei sta creando un grave caso politico, si è messa contro al premier, a Bossi, a Maroni, a tutti il centrodestra Io ho portato il triplo delle mostre e raddoppiato i visitatori, sono stato un valore aggiunto per Milano -------------------------------------------------------------------------------- Vittorio Sgarbi, come si sente? «Benissimo. Mi trovo a mio agio». Ma come? Le hanno appena tolto lassessorato alla Cultura e lei dice di sentirsi benissimo? «Sì, sì, benissimo. Sarei amareggiato se avessi sbagliato qualcosa ma di fronte ad accuse senza fondamento non posso che restare sereno. Io so di avere ragione, di quello che pensa la Moratti sinceramente non posso preoccuparmi». Perché il sindaco le ha tolto deleghe e poltrona? «Mi ha fatto un discorso incomprensibile, con rilievi che sono lopposto della verità» Non era la prima volta che vi trovavate faccia a faccia. Che cosa cè stato di diverso rispetto al passato? «Le altre volte si discuteva per arrivare a una decisione condivisa, stavolta i suoi ragionamenti sono stati deboli». Qual è stato il punto di partenza, lo show in tv da Santoro? «Sì, lei è partita da lì. E ha subito iniziato male, perché si è messa contro la parte politica che lha sostenuta, appoggiata e portata a guidare la città. Silvio Berlusconi mi ha fatto i complimenti, Umberto Bossi era euforico, Roberto Maroni mi ha detto: 'Vittorio, hai detto le cose che avrei voluto dire io". Ho ricevuto le congratulazioni persino di Castagnetti. Lei, suor Letizia, no». Ma i toni non erano proprio da educanda. E le parolacce? Un assessore non può permettersi quel linguaggio. «Sul linguaggio si può discutere, ma rispondevo a uno che punta tutto sul "Vaffa". Ma sulla sostanza no. Io ho difeso il presidente della Repubblica. E ho difeso anche una personalità di Milano, un senatore e un luminare della scienza. Umberto Veronesi è o non è un milanese celebre? E io ho tutelato un milanese celebre da un becero attacco i onda sulla tv di Stato». E sul teatro gay come la mettiamo? «Anche lì, non riesco a capire». Non cè tanto da capire. Il sindaco dice che lei avrebbe preso in giro non solo i cittadini, ma soprattutto la giunta. «No, non ci siamo proprio. Ma cosa fa, prende le decisioni leggendo i giornali? Quella polemica tra me e gli altri assessori è stata montata ad arte e lei ha abboccato. Io non mi sono vantato, non ho preso in giro la giunta. Anzi, alla giunta ho solo dato. E tanto». Però sui gay lei ha giocato molto: prima Vade Retro, ora Liberi Amori Possibili. Ma non le era stato detto di non toccare quel tema? «Io ho lavorato per togliere elementi di contrasto, sempre. Anche nellultimo caso. Ho presentato in quel modo la delibera sulla rassegna di teatro gay proprio per eliminare le polemiche e per evitare che si affermasse lorgoglio gay. Mi aspettavo magari le critiche dellArcigay, non certo quelle del sindaco». Che voto dà a Sgarbi assessore? «Alto, molto alto. E non vedo come potrebbe essere il contrario. Con me sono raddoppiati i visitatori, io ho triplicato le mostre. E poi ho contribuito alla conquista dellExpo. Chiudo felice di aver portato qui il capolavoro di Greenaway». Non si pente? «E di che cosa, di aver alzato il livello qualitativo di Milano?». Si sente tradito? «Non posso occuparmi di queste cose di bassa politica». Che cosa si sente di dire alla Moratti? «Sta creando un grave caso politico. Si è messa contro Berlusconi e Bossi, contro il centrodestra, soprattutto contro chi lha eletta». Adesso che ne sarà di Vittorio Sgarbi? «Me ne andrò a Roma. Ho parlato con Berlusconi, lui mi vedeva sottosegretario ai Beni culturali, ho preso tempo perché volevo restare a Milano. Ma visto che Milano e la Moratti hanno deciso di rinunciare a me, andrò a lavorare per il bene dellItalia».