Che rispondeva così a chi gli chiedeva che cosa sarebbe successo dopo lultima bravata del collega: «Adesso nulla, ma vedrete che dopo il Primo maggio ci penseremo seriamente». Mentre la Moratti era sbottata con un «adesso basta»: film già visto, ma stavolta il tono era molto più perentorio. Passa qualche giorno, e lassessore ingaggia una rissa in tv ad «Anno Zero», coprendo di insulti Marco Travaglio. E il sindaco comincia a convincersi che levare gli occhi al cielo non basta più, che continuare a fare da «mamma, sorella e psicoterapeuta» a Vittorio (confessione a Daria Bignardi) può risultare controproducente. Anche Sgarbi, però, prende a intuire qualcosa. E cerca una sponda a Roma. Telefonate a raffica a Berlusconi, e soprattutto a Bossi. Nonostante quel che pensino i leghisti milanesi, il Senatùr ha un buon rapporto con il critico darte, che in preda a una preoccupata agitazione si fa sponsorizzare per un incarico ministeriale: sottosegretario ai Beni culturali, hai visto mai che stavolta Letizia si arrabbi davvero, e poi quel ruolo Vittorio lo ha già ricoperto. «Sandro Bondi mi vuole», fa così sapere luomo che oggi si definisce «assessore al nulla». Anche se lo scorso dicembre tra lui e lattuale ministro erano volate parole grosse. Sgarbi: «Ha lipocrisia tipica dei preti e dei politici, è un cortigiano». Bondi (preveggente, ma fino a un certo punto se sarà costretto a prenderselo): «Nella vita pubblica e nella politica non ti ha giovato molto lassenza di educazione e di equilibrio». Deciderà Berlusconi, e naturalmente Vittorio dice che il premier lo ha appena cercato per offrirgli la poltrona che lui vuole. Se così fosse, la promozione suonerebbe paradossale, considerata la ruggine tra il sottosegretario e il ministro. Inoltre sarebbe un remake di qualcosa finito molto male: tutti ricordano quando ai Beni culturali volarono gli stracci tra il critico-sottosegretario e lallora ministro Giuliano Urbani, che lo cacciò. Paradossale anche perché il principale sponsor di Sgarbi dovrebbe essere Bossi, il capo di quelli che a Milano da un anno ne chiedono la testa. Comunque vada, per il sindaco si apre un problema. Con il licenziamento del suo assessore più discolo, forse lannunciato rimpastino dovrà trasformarsi in un vero giro di poltrone. I leghisti hanno già prenotato il posto che fu di Sgarbi, ma Letizia vuole tenersi le deleghe, almeno per un po. Un nuovo motivo di tensione a Palazzo Marino.
LOMBARDIA - MILANO: Moratti - Sgarbi: "Adesso il vaso è colmo"
Il sindaco Moratti si sente in difficoltà dopo la rissa in TV tra il suo assessore Sgarbi e Marco Travaglio. Sgarbi cerca di convincere il sindaco a non licenziarlo, ma Moratti è determinato a farlo. Il sindaco si sente minacciato dalla promozione di Sgarbi come ministro, che potrebbe portare a un giro di poltrone. I leghisti milanesi hanno già prenotato il posto di Sgarbi, ma il sindaco vuole tenersi le deleghe. La situazione a Palazzo Marino si sta facendo sempre più tesa. Sgarbi cerca di convincere il sindaco a non licenziarlo, ma Moratti è deciso a farlo.
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