In primo piano federalismo fiscale, stipendi, contributi per lo studio Il Berlusconi IV? «Lo aspettiamo sul campo, non faremo sconti». Una valutazione sulla squadra dei ministri? «Ogni compagine si valuta per le risposte che sa dare ai cittadini». Certo, adesso a Roma cè un governo «amico», che «potrà lavorare nelle migliori condizioni». Però Roberto Formigoni non aspetta neppure il giuramento per mettere qualche vistoso paletto: e al presidente del Consiglio consegna un decalogo di richieste, approvato ieri mattina dalla giunta del Pirellone, tanto precise quanto perentorie. Insomma, la Lombardia deve fare scuola, il suo «modello di governo» deve informare lattività del nuovo esecutivo. Anche perché la sostanza di tutte queste richieste «era già contenuta nel programma con cui il centrodestra ha vinto le elezioni», sottolineano Formigoni e i capidelegazione in giunta: Giancarlo Abelli di Forza Italia, Davide Boni della Lega, la vicepresidente Viviana Beccalossi di An. Quello dellUdc, Mario Scotti, non si presenta, ma il capogruppo in Consiglio, Gianmarco Quadrini, assicura «pieno sostegno» alle richieste presentate. Al primo punto cè la conferma di quanto già concordato in consiglio regionale tra maggioranza e una parte consistente dellopposizione (il Pd), e cioè maggiori poteri alla Lombardia su dodici materie, in particolare tutela dellambiente, beni culturali, organizzazione sanitaria. Poi cè il capitolo federalismo fiscale, che Formigoni riassume così: «Bisogna avviare una forma vera di autonomia finanziaria delle Regioni». Due punti balzano subito agli occhi: il nuovo governo dovrà estendere il buono scuola, già erogato in Lombardia, a tutto il Paese. E dare via libera alla contrattazione decentrata, con le gabbie salariali. E ancora: benzina scontata nelle aree di confine, più risorse per il trasporto pubblico locale, rilancio di Malpensa, via libera alla riforma lombarda dellistruzione e della formazione professionale (il nuovo governo deve ritirare il ricorso presentato da quello vecchio), piena autonomia alle Regioni sulla Sanità anche in materia di posti letto e farmaceutica, incremento del fondo statale a favore dei non autosufficienti. Dal Pd quasi arriva un via libera. «Il documento mi trova in larga misura concorde», commenta il presidente della Provincia Filippo Penati. Giudizio condiviso dal consigliere regionale Carlo Porcari, che però precisa: «A Formigoni non faremo sconti». «Evidentemente - aggiunge Marco Cipriano, Sd - Formigoni è preoccupato per la futura collaborazione con il nuovo governo, anche perché quello precedente ha garantito alla Lombardia finanziamenti e risorse che mai aveva avuto». Ma Rifondazione attacca: «Se concorda con lagenda proposta, il Pd sottovaluta limpronta leghista del federalismo fiscale partorito dalla giunta di centrodestra, per non parlare di buono scuola e privatizzazione degli ospedali», dice il capogruppo Mario Agostinelli. Intanto lassessore allAgricoltura Viviana Beccalossi, eletta alla Camera, medita sempre di più di restare al Pirellone, seguendo Formigoni che si dimetterà da senatore. Lei è disposta a trasferirsi a Roma solo se le la faranno sottosegretario allAgricoltura, un posto tuttavia già prenotato per un fedelissimo di Alemanno. Invece Giancarlo Abelli, anche lui eletto a Montecitorio, potrebbe restare in Parlamento in cambio della nomina a coordinatore lombardo di Forza Italia. A fare il vice della Brambilla alla Salute non ci pensa neppure.