Lomissione del Comune nella tutela del centro storico "Va sollecitata allassessore Laudadio la preannunciata convocazione delle associazioni" È apprezzabile la recente iniziativa della sezione Campania dellIstituto nazionale di architettura di denunziare allUnesco lomissione di tutela, nei confronti del centro storico, da parte dellamministrazione comunale di Napoli, nonché della classe politica regionale e nazionale. Negli interventi su Repubblica del 4 e dell8 maggio Pasquale Belfiore (presidente InArch Campania) ha pertinentemente affermato che il centro storico di Napoli rappresenta oggi una questione rimossa dallurbanistica napoletana, e ha riassunto alcune vicende emblematiche su cui vorrei formulare delle osservazioni. Sul cosiddetto restauro della Villa comunale devo rammentare che Italia Nostra restò isolata nella denuncia alla magistratura del progetto Mendini: non si può parlare di restauro dal momento che è stato alterato loriginario carattere di giardino storico neoclassico progettato da Carlo Vanvitelli. Ottenemmo infatti il rinvio a giudizio della giunta comunale, ma non potemmo partecipare al processo in quanto inopinatamente la Procura della Repubblica non incluse lassociazione forse anche perché isolata tra le persone offese. A proposito dell "Albergo dei poveri" ha ragione Belfiore a sottolineare che i restauri in corso vengono condotti in assenza di un "piano generale di utilizzazione" del monumento, e che è molto generica al riguardo lidea della "Città dei giovani". Molto opportuna è piuttosto una concreta destinazione di spazi per la formazione professionale giovanile nelle attività produttive artigianali, un tempo vanto della città. Soprattutto segnalo a Belfiore che non è condivisibile il progetto della giunta comunale di una divisione del palazzo (come se fosse una torta) a "fette" da assegnare alluniversità e altri enti, così interrompendo la continuità dei percorsi interni realizzati dal Fuga e alterando grossolanamente il progetto del grande architetto. È quindi indispensabile un progetto unitario delle funzioni e delle destinazioni del monumento con la previsione delle compatibilità globali. Siamo daccordo, inoltre, tornando al centro storico, che va sollecitata allassessore Laudadio la preannunciata convocazione della "città e delle associazioni" per la presentazione del "Grande programma", che prevede interventi di restauro da iniziare nel 2009. Saremmo però più cauti nel chiedere allUnesco di valutare come afferma lInArch forme di intervento sulle autorità locali perché stanno "venendo meno le condizioni culturali e politico-amministrative" , che portarono alla iscrizione del centro storico di Napoli nella lista del patrimonio dellumanità. Tale riconoscimento venne richiesto da Italia Nostra nel 1994 attraverso la competente Soprintendenza ai beni architettonici, allora guidata da Mario De Cunzo. Lesito delle denunce, certo motivate, potrebbe portare alla cancellazione dalla lista dei siti Unesco, e vanno quindi considerate le conseguenze. Napoli dal 2004 si è almeno dotata del piano regolatore che tutela il centro storico: se si perde il riconoscimento Unesco si indebolisce il prestigio culturale e quindi la tutela del patrimonio architettonico e ambientale di Napoli. E negative prospettive si possono anche configurare con i possibili cambiamenti politici di eventuali elezioni amministrative nel 2009. Infine, visto limpegno profuso dallInArch (dove sono presenti docenti della facoltà di Architettura) per la tutela del centro storico, chiediamo che listituto si esprima anche su progetti che investono (anzi, sconvolgono) tale area, come quello della stazione della Linea 6 della metropolitana (i lavori sono stati sospesi dalla Soprintendenza su richiesta di Italia Nostra): un progetto che, diversamente dalle consuete, necessarie uscite realizzate nelle altre piazze, comporta la scomparsa della storica piazza Santa Maria degli Angeli, invasa da un inutile lucernario di vetro e ferro, sorgente innanzi alla monumentale omonima chiesa. Lautore è presidente di Italia Nostra sezione di Napoli