«Chiudere i musei il primo maggio a Firenze? È come se i Paesi produttori di petrolio smettessero di rifornirci di benzina». Non usa mezzi termini la presidente di Starhotels, Elisabetta Fabri, per descrivere la triste porta chiusa che i turisti troveranno oggi nei musei statali della città. L'imprenditrice fiorentina, titolare della catena alberghiera più grande d'Italia che ha la sua testa proprio a Firenze, si chiede che cosa abbia determinato questa situazione. «Se la chiusura dei musei dipendesse dalla mancanza di programmazione sarebbe davvero grave - commenta Elisabetta Fabri - perché qui si continua a ripetere di fare squadra, ma non si avvisa neanche di questa decisione. Sbarrare gli Uffizi o l'Accademia non è una questione della sovrintendenza o sindacale, è un fatto che interessa tutta la città. Che riguarda tutti. Il Metropolitan di New York non chiude certo per il Labour day che negli Usa si festeggia il 4 settembre. Se poi la questione è economica bastava dirlo con un po' di anticipo. Già altre volte come società, o come industriali, abbiamo contribuito per salvare opere d'arte o per lasciare aperti certi luoghi di interesse. Poteva essere fatto anche questa volta. Infine, se dipendesse dalla volontà politica allora spieghino una volta per tutte che lo scopo delle nostre istituzioni non è quello di aprire i musei ai turisti, ma quello di chiuderli con il chiavistrello e renderli sempre più inaccessibili. Altrimenti, largo ai manager perché la tutela delle opere d'arte è una cosa, mentre la gestione di musei e gallerie è tutt'altra cosa e va fatta fare a chi ne capisce qualcosa ». Anche la consigliera ragionale di Fi-Pdl Stefania Fuscagni, vicepresidente della Commissione Turismo e cultura, giudica grave che «nel lungo ponte tra il 25 aprile e il primo maggio molti musei fiorentini siano chiusi. Ora si pone l'urgenza di trovare una soluzione e credo che la Commissione debba farsi promotrice di un incontro tra le parti. Condivido la dura protesta degli imprenditori e degli albergatori e, al tempo stesso, credo che sia compito della Regione non tanto dispensare le colpe, quanto mettersi a disposizione per trovare una strada risolutiva ». Le porte chiuse secondo l'esponente di Fi-Pdl sono un disservizio enorme per i turisti che vengono a Firenze e un affronto ai tanti operatori del settore che lavorano, si impegnano e devono «sopportare » oltre alle tante carenze infrastrutturali anche la chiusura dei musei. «Per queste ragioni - ha concluso - ho inviato una lettera alla presidente della Commissione chiedendole un intervento puntuale e condiviso in merito a questa questione».