Non si sa chi l'ha formata. Né da dove proviene. Era nel deposito del Rondò di Bacco, sotto palazzo Pitti, chissà daquando. Malconcia, con tutte le problematiche tipiche di una statua di terracotta policroma del XV secolo. Eppure il suo restauro sarà completato entrounanno grazie all'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e grazie all'intervento dell'ABI (Associazione Bancaria Italiana) che ha messo a disposizione per il miglior diplomato restauratore all'Alta Scuola di Formazione una borsa di studio che servirà, appunto, a terminare il restauro della statua con la figura di Santa Caterina da Siena. L'Italia è paese strano, si sa, capace di «scordare » per decenni opere che di gran pregio e di non prevedere il benché minimo investimento per il loro studio. Questa statua ne è la dimostrazione. Per un'opera di Michelangelo, di Leonardo odi Botticelli comparirebbero bibliografie immense e non si farebbe alcuna fatica a trovare fondi per il loro restauro. Costasse anche milioni di euro. Questo perché, come ha affermato ieri Pio Baldi (dirigente generale del Ministero per i beni e le attività culturali), «il mecenatismo, cioè il contributo senza contropartita, è finito. E oggi conta molto di più la territorialità, che diventa motivo dell'interessamento delle banche verso l'arte, in vista diuna reciproca convenienza». Peccato che appena qualche minuto dopo, durante la presentazione della prima parte del restauro della suddetta statua, Baldi sia stato smentito da Guido Palameghi Crispi (responsabile delle relazioni culturali dell'ABI), il quale ha sottolineato la decisione dell'associazione di «sponsorizzare un lavoro, non l'oggetto del lavoro. Cioè il nostro è un interessamento verso i giovani, e in questo caso verso un restauratore serio e con voglia di fare. Noi non cerchiamo la notizia né il restauro eclatante ». Per chi si occupa di restauro questa è una sorta di Vangelo, in un mondo dominato da troppi «mercanti nel tempio». Ecco quindi il plauso per l'ABI, che ogni anno impiega 300 milioni di euro per la conservazione del nostro patrimonio storico artistico, e che in questo caso pagherà altri 15mila euro per dar modo a Filippo Tattini - il restauratore che con pazienza e tenacia sta rendendo nuova vita alla statua - di completare il lavoro. Come ha spiegato la responsabile del settore restauromateriali ceramici, e plastici dell'Opificio, la statua era in pessime condizioni, per cui l'intervento di Tattini, 28enne fiorentino al quinto anno di scuola dell'Opificio (e al quale inspiegabilmente ieri mattina non è stata data la parola...), appare proprio eccezionale. Le delicate e complesse analisi diagnostiche, propedeutiche a ogni intervento di restauro, hanno rivelato che la statua aveva avuto dei problemi di costruzione a causa di una errata cottura della terra; a tal punto che perfino il volto - oggi bellissimo, angelico - era stato riplasmato con una sorta di stucco. È emersa altresì la presenza di almeno sei strati pittorici e una delle imprese principali dei restauratori, impassibili di fronti a ogni sfida, è stata quella di decidere a quale fermarsi nella rimozione delle vernici soprammesse. Certo è che oggi, rimosse incrostazioni, pezzi di stucco e gesso posizionati chissà quando e strati pittorici dai colori tipici più degli alieni che di unaSanta Caterinada Siena, la parte della statua restaurata ne rivela un'inaspettata bellezza. Una volta completato il restauro, il testimone passerà agli storici dell'arte che dovranno stabilire l'autore e la provenienza di un simile manufatto. Sarà un'impresa difficile, ma non impossibile. Nel frattempo l'opera potrebbe trovare ospitalità nel Museo Diocesano di Santo Stefano al Ponte.
Il miracolo di S. Caterina: rinasce una statua del '400
La statua di Santa Caterina da Siena, trovata nel deposito del Rondò di Bacco a Firenze, è stata restaurata grazie all'Opificio delle Pietre Dure e all'ABI. La statua, del XV secolo, era in cattive condizioni e aveva problemi di costruzione e pittura. Il restauratore Filippo Tattini ha completato il lavoro con la sua pazienza e tenacia. L'ABI ha messo a disposizione una borsa di studio per il restauratore e ha sponsorizzato il lavoro. La statua è stata restaurata con successo e ora rivela una bellezza inaspettata. Il prossimo passo sarà stabilire l'autore e la provenienza della statua, un'impresa difficile ma non impossibile.
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