FIRENZE Il suo 49 compleanno, mercoledì prossimo, Sandro Bondi lo festeggerà da ministro. Ministro per i beni e le attività culturali, per la precisione, nominatoieri serada Silvio Berlusconi. Nell'albero genealogico dei ministri della cultura italiani, il lunigiano Bondi (nato a Fivizzano, in provincia di Massa Carrara) è il numero ventuno. Prima di lui a reggere le sorti della cultura in Italia ci sono stati nomi più e meno eccellenti, Da Giovanni Spadolini (che il ministero lo ideò) a Giulio Andreotti, da Alberto Ronchey fino a Francesco Rutelli (da cui Bondiriceve il testimone), spazzato via dallo tsunami elettorale del 12 e 13 aprile. Appena qualche giorno fa, quando ormai la sua, a diventare ministro della cultura, era più che una candidatura, Bondi aveva lasciato l'incarico di coordinatore nazionale di Forza Italia dopo 3 anni, cedendolo A Denis verdini, curiosamente nato nello stesso comune e suo amico d'infanzia. In effetti le sue «origini» politiche erano state ben diverse. Dopo i primi studi a Losanna, dove la famiglia era emigrata, si è laureato in Filosofia all'Università di Pisa con una tesi su frate LeonardoValazzanadaFivizzano, predicatore agostiniano avversario di Girolamo Savonarola. Èentrato nel Partitocomunista ed è stato sindaco di Fivizzano fino a quando, nel 1992, la giunta di compromesso storico da lui guidata viene rovesciata dal sodalizio socialisti-democristiani. Sono gli anni dello scioglimento del Pci, della genesi di Pds, Ds e Prc, di Tangentopoli e della nascita di Forza Italia, cui Bondi aderisce da subito, non tanto nella militanza politica quanto nel pieno e convinto sostegno al leader Silvio Berlusconi, che conosce attraverso lo scultore Pietro Cascella. È di quel momento la nascita della familiarità col Presidente del Consiglio che lo condurrà in breve tempo in Parlamento. E ad essere il coordinatore nazionale del partito di Berlusconi, fino alle elezioni 2008. Giornalista, scrittore e poeta (pubblica settimanalmente i suoi versi su Vanity Fair), Bondi prediligerà un rapporto diretto col territorio e sin d'ora può dare quelle garanzie di attenzione e di efficienza che un ministero delicato come quello della cultura richiede. Nona caso, infatti la nomina di un toscano al vertice del Mibac, la dice lunga sull'importanza che la cultura avrà per il quarto governo Berlusconi. Sono molti i problemi che Bondi, e il nuovovertice politico che sta nascendo, si troverà ad affrontare. A cominciare dal bilancio che, a fronte di una crescita dei servizi nelle sedi periferiche, negli ultimi sei anni si è quasi dimezzato. Per quanto riguarda Firenze sono innumerevoli le questioni aperte in cui il Mibac svolgerà sicuramente un ruolo da protagonista, a cominciare dalla Loggia Isozaki (una questione spinosa che con Rutelli avrebbedovuto avere un'accelerata perché l'ex-ministro pretendeva di «firmare» la realizzazione della copertura all'uscita degli Uffizi, prima che il suomandatoscadesse. Idea svanita come un sogno all'alba. E poi le linee 2 e 3 della tramvia, che il Mibac potrebbe decidere di bloccare o far deviare perché troppo invasive per il centro di Firenze patrimonio dell'Unesco. Per non parlare dei tanti problemi che riguardano le soprintendenze (come la realizzazione dei Nuovi Uffizi e l'acquisizione di nuoi spazi da destinare ad uffici e archivi), la definitiva soluzione degli annosi problemi dell'Accademia della Crusca, la nascita del nuovo Teatro delMaggioe, in generale, la presa di coscienza che una città d'arte come Firenze, «pettinata » ogni anno da milioni di turisti, ha bisogno di una dotazione di risorse speciale. Una delle tante promesse che Rutelli non hamantenuto.Alivello nazionale, Bondi si troverà sulla scrivania le specifiche necessità degli organi periferici che contano 21200 lavoratori. Senza contare i problemi comuni legati ai beni mobili e immobili del nostropatrimonio( comela regolamentazione dei prestiti delle opere d'arte, la lotta all'esportazione illegale e la riacquisizione dei beni vincolati), alla tutela del paesaggio, ai beni archeologici, archivistici e librari, al cinema e agli spettacoli dal vivo, al funzionamentodell'intero ministero e alle relazioni sindacali.