Franco Bernabè, presidente della Biennale, ieri ha revocato e rimandato a gennaio del 2004 la riunione del consiglio di amministrazione dell'ente previsto per lunedì 22 dicembre e nel quale si doveva riconfermare la fiducia al direttore della Mostra del cinema. Una decisione presa «al fine di poter espletare i necessari adempimenti di legge», ha detto Bernabè. Il tutto nasce da una lettera alla Biennale del ministro Giuliano Urbani in cui si ufficializza la fine dell'«iter parlamentare relativo al decreto legislativo di rinnovo della Biennale». La sorte del direttore del settore cinema, Morite de Hadeln, resta an cora in bilico. Essendosi concluso l'iter della riforma, il cda, cui spetta la nomina dei direttori di settore, è praticamente decaduto e Bernabè non può dunque riunirlo. Bisognerà attendere il nuovo consiglio, con accordi diventi locali e ministro sui rappresentanti, e vedere che tipo di equilibrio si verrà a formare. «E' un vero e proprio golpe del ministro Urbani», critica Andrea Martella (Ds). «Un'iniziativa fuori dell'ordinario e anche di cattivo gusto», commenta il membro del cda Amerigo Restucci.
Cda decaduto, slitta la nomina del direttore della Mostra
Franco Bernabè, presidente della Biennale, ieri ha revocato e rimandato a gennaio del 2004 la riunione del consiglio di amministrazione dell'ente previsto per lunedì 22 dicembre e nel quale si doveva riconfermare la fiducia al direttore della Mostra del cinema. Una decisione presa al fine di poter espletare i necessari adempimenti di legge, ha detto Bernabè. Il tutto nasce da una lettera alla Biennale del ministro Giuliano Urbani in cui si ufficializza la fine dell'iter parlamentare relativo al decreto legislativo di rinnovo della Biennale. La sorte del direttore del settore cinema, Morite de Hadeln, resta an cora in bilico. Essendosi concluso l'iter della riforma, il cda, cui spetta la nomina dei direttori di settore, è praticamente decaduto e Bernabè non può dunque riunirlo. Bisognerà attendere il nuovo consiglio, con accordi diventi locali e ministro sui rappresentanti, e vedere che tipo di equilibrio si verrà a formare. E' un vero e proprio golpe del ministro Urbani, critica Andrea Martella (Ds). Un'iniziativa fuori dell'ordinario e anche di cattivo gusto, commenta il membro del cda Amerigo Restucci.
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