«Anche a tirare la cinghia non cè versi di farcela con 98mila euro per tutto il 2008 - dice Bruno Santi, neosoprintendente allOpificio delle pietre dure - ne avevamo richiesti 600mila! Perché invece il Ministero per i beni culturali ha stanziato più di un milione di euro per lIstituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di Roma?». I fondi dovrebbero coprire le spese di funzionamento dellOpificio, dai materiali per il restauro al riscaldamento, dai viaggi per i sopraluoghi al funzionamento della scuola per restauratori: i 98mila accordati possono bastare sì e no per 3 mesi, al massimo 4. E poi? Ci vuole poco a farsi tornare in mente quando circa un anno e mezzo fa il Ministro Rutelli e con lui Giuseppe Proietti, capo di tutti i dipartimenti del Ministero, progettavano di unificare gli istituti di restauro sotto la direzione romana dellISCR. Il pericolo di perdita di autonomia dellistituto fiorentino allora fu sventato anche per il coro di voci contrarie che si alzarono da ambienti qualificati della città e non solo: impedire il funzionamento dellOpificio potrebbe essere solo un nuovo passo nella stessa direzione. Loccasione per denunciare la cosa è stata la presentazione alla stampa della Croce Santa del XIII secolo della Pinacoteca di Castiglion Fiorentino che, restaurata dallOpificio, sarà dal 9 al 31 maggio in mostra nella chiesa di San Filippo. Oggi la presenza allOpificio di Pio Baldi, dirigente generale del Ministero, in occasione della presentazione del restauro di una terracotta del XV secolo potrebbe essere un sorta di secondo round.