ANCONA - I carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Ancona hanno fatto irruzione alla mostra Scoperte nelle.l arche intorno a De Magistris. allestita a Caldarola (Macerata) a cura di Vittorio Sgarbi e Stefano Papetti. Fra le opere esposte, cera infatti una pala daltare del XVI secolo raffigurante la "Madonna del Rosario", dipinta dal pittore di Arcevia Lelio Leoncini, proveniente dalla Chiesa di San Giovanni Battista di Scapezzano, a Senigallia, venduta illegalmente negli anni Sessanta e finita in una collezione privata. Sono stati così denunciati il proprietario dellopera (il cui nome compare nel catalogo della mostra) e il presunto ricettatore. Secondo il comandante del Nucleo Carabinieri di Ancona, Salvatore Strocchia, è evidente la buona fede dei curatori della mostra, che hanno esposto la pala senza sospettare nulla. E forse anche il proprietario attuale non era a conoscenza dei trascorsi del dipinto ricercato da tempo. La "Madonna del Rosario", un olio su tela di 280 centimetri per 190. era stata venduta più di 40 anni fa senza la prevista autorizzazione, in violazione dell art. 62 della legge 1089 del 1939 che vieta lalienazione di beni culturali appartenenti al patrimonio ecclesiastico, anche a coloro che ne hanno la disponibilità materiale per ragioni legate al loro incarico. «Per il momento preferisco non parlare. Posso solo dire che il dipinto in questione era inserito nellinventario Serra del 1936, cioè dei Beni culturali», Così ha affermato il parroco di Scapezzano, don Vittorio Mencucci, in merito al quadro raffigurante la "Madonna del Rosario".
ANCONA - Pala daltare sequestrata ad una mostra
I carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Ancona hanno fatto irruzione alla mostra Scoperte nelle l'arche intorno a De Magistris a Caldarola (Macerata). La mostra era stata organizzata da Vittorio Sgarbi e Stefano Papetti. Tra le opere esposte, c'era una pala d'altare del XVI secolo raffigurante la "Madonna del Rosario" di Lelio Leoncini, proveniente dalla Chiesa di San Giovanni Battista di Scapezzano, a Senigallia. La pala era stata venduta illegalmente negli anni Sessanta e finita in una collezione privata. Sono stati denunciati il proprietario dellopera e il presunto ricettatore.
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