Ma non bastava una telefonata? Bruno Santi, il neo soprintendente dellOpificio delle pietre dure solo 2 giorni fa aveva lamentato che con lassegnazione da parte del Ministero per il 2008 di soli 98 mila euro si sarebbe finito per strangolare il prestigioso ente fiorentino per il restauro. E si chiedeva anche come mai invece allIstituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di Roma fossero stati stanziati più di un milione di euro. Ieri, in occasione della premiazione del giovane restauratore Filippo Tattini per lottimo recupero (giunto finora a metà percorso) di una terracotta policroma del XV secolo raffigurante Santa Caterina da Siena, la presenza di Pio Baldi, dirigente generale del Ministero per i beni culturali, sembrava potesse essere loccasione almeno per un chiarimento, se non per uno scontro con tanto di scintille. Invece si trattava di molto meno di una tempesta in un bicchiere dacqua: i 98 mila euro sarebbero stati solo un acconto. «Comunque non cera scritto nel comunicato del Ministero» ha replicato Bruno Santi. E quanto è stato invece stanziato realmente per il funzionamento dellOpificio? Ma proprio quei 600 mila euro che erano stati richiesti. Insomma, il caso si chiude per mancanza dello stesso: resta la domanda, ma non bastava una telefonata?