Viaggio alla Bufalotta, alla ricerca del parco che non cè Un giovane cipresso seguito da un piccolo leccio, e poi un altro cipressetto ancora. Così in fila per un paio di chilometri. Lungo i fianchi della, mezza sterrata, mezza asfaltata, surreale via Carmelo Bene. È tutto qui il viale alberato. È tutto qui il Parco delle Sabine. Solo un gigantesco prato che la strada in costruzione attraversa. Tra cantieri, polvere, gru ma anche alcuni palazzi finiti e abitati. "Porta di Roma, abitazioni esclusive nel parco" strilla però il cartellone a due passi dallomonimo mega-centro commerciale, inaugurato lanno scorso a via delle Vigne Nuove e parte integrante del piano urbano. Ma agli inquilini che nella sudata casa sono già entrati non è andato giù che del parco attrezzato non si veda nemmeno lombra. Né dei servizi per la cittadinanza. Eppure si tratta di edilizia residenziale pagata a caro prezzo: allinterno della nuova Centralità metropolitana del IV Municipio e a due passi dal Gra. «Il nostro gruppo è impegnato nel completamento del progetto Porta di Roma, quando sarà ultimato, insieme con tutti i servizi previsti dalla convenzione, i proprietari delle abitazioni si troveranno allinterno del Parco delle Sabine, tra archeologia e natura». Così assicura, dopo le critiche lanciate domenica scorsa dal servizio di Report su RaiTre, la società Porta di Roma, partecipata dalle spa Parsitalia e Lamaro Appalti dei fratelli Toti. Ma della partita fa parte anche una società del costruttore Caltagirone che ha acquistato aree per edificare suoi appartamenti. E questo allinterno di un progetto per complessivi 350 ettari: un milione e 345mila metri cubi di residenziale; servizi per 86mila; 150 ettari ritagliati per il Parco delle Sabine, vincolato dopo la battaglia dellomonimo comitato di quartiere. Di "uffici vendite" ce ne sono parecchi nel quartiere che due milioni di metri cubi di cemento fresco hanno trasformato in pochi anni in gigantesco cantiere: tra le sempre più strette e trafficate via della Bufalotta e Vigne Nuove, il vecchio Tufello, lenigmatico complesso "Giardino di Faonte" e lavvenieristico, nostalgico "Rione Rinascimento" griffato da Paolo Portoghesi. Lufficio vendite della "Porta di Roma", un container stile baita montana, si trova su via Mario Soldati e saffaccia sulla vallata del Parco delle Sabine che verrà. E che avrà tra le sue attrazioni anche 5-6 siti archeologici e le strutture murarie che ora riposano in casseformi dacciaio accanto al casale con annesso campo da basket, passione dei Toti. Ma che prevede, tra i servizi, anche tre scuole: da costruite accanto a quella già esistente a forma di fattoria. Le palazzine residenziali di Parsitalia e Lamaro, in fase di completamento sul lato del parco che confina con il Nuovo Salario, offrono vari tagli in complessi con piscine condominiali. Per un bilocale di 65 metri quadri e terrazzo ci vogliono 317mila euro. Ma - stessa metratura - si risparmia qualcosa se si accetta di aspettare il 2011 quando dovrebbe essere pronto il condominio posto al centro del parco e affacciato sulla rotatoria di via Carmelo Bene. Vetro e richiami al classicismo di Piero della Francesca invece nellufficio vendite che il costruttore Mezzaroma ha installato su via Dario Niccodemi, parallela della Bufalotta: "Nel cuore del Parco Talenti, edifici progettati da grandi architetti". Cè la supervisione di Portoghesi e, per un appartamento di 60 metri quadri, in un palazzo ancora da cominciare sulle ceneri dellufficio, «si parte da 410 mila euro, compreso box e cantina, ma la consegna dal 2011 in poi» precisa cortesemente laddetto alle vendite. In questa corsa alla casa (una crescita, anche demografica, che non è accompagnata però da un adeguato aumento delle corse Atac, né al momento, di una fermata metro) pochi i casi di cooperative. Ce ne è una, Ariete '72, che ha appena gettato le fondamenta in via Ida Baccini. Per il resto è edilizia residenziale a go-go. E sono alla prima pietra anche i costruttori della società "2A" che creeranno il condominio "Giardino di Faonte", un complesso servito dal "Piano di riqualificazione urbana Fidene-Val Melaina" che ha già pronta una strada di collegamento tra via delle Vigne Nuove e la Bufallotta. «È in realtà una via che serve quasi solo alle palazzine da costruire, al posto di unarea verde» sottolinea Mauro Federici del comitato Parco del Turchino, il prato perduto a due passi dal Tufello. E il museo archeologico nel casale contadino sulladiacente via del Passo del Turchino? «È previsto dal piano urbanistico e la Soprintendenza è pronta a dare il suo contributo. Ma i tre edifici, dopo essere stati liberati dagli abusivi che lavevano occupati, ora hanno i tetti rotti. E lo "scalpo" glielhanno fatto le ruspe».