Viaggio nel degrado tra writers scatenati e parcheggi vietati La Municipalità contro il popolo dei lenzuoli: "No a chi fa solo denunce" «Chiediamo proposte concrete, circostanziate, dettagliate: basta con i proclami, le lamentele degli intellettuali e di chi sventola lenzuola a Napoli come a Parigi». Dopo lappello lanciato dal comitato "Città antica" e da trenta intellettuali, che programmano una manifestazione a Parigi, sotto la sede dellUnesco, la Municipalità insorge e attacca il popolo dei lenzuoli bianchi. «Siamo stanchi di chi dal "salotto di casa" fa proclami e critiche senza "sporcarsi le mani" - dicono Alberto Patruno e Gianfranco Wurzburger rispettivamente presidente e assessore alla Vivibilità della II Municipalità - Lavoriamo quotidianamente per il centro storico. Basti pensare alla proposta di chiusura al traffico di piazza del Gesù, via Benedetto Croce e piazza San Domenico Maggiore, al recupero di piazze come Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli e Largo Banchi nuovi, al miglioramento della segnaletica stradale, alla lotta ai writers. Ogni giorno lottiamo contro labusivismo commerciale, le auto in sosta vietata, i parcheggiatori abusivi - proseguono Patruno e Wurzburger - ma troppo spesso siamo stati lasciati da soli. E questo non aiuta. Uniamoci, anziché combatterci, è lunica speranza per Napoli». Una Napoli, dove il centro storico si piega su se stesso, i negozi chiudono, i residenti fuggono, chiese, palazzi, monumenti scompaiono sotto le scritte, mangiati dal degrado, ricoperti da manifesti pubblicitari abusivi. I padri francescani di Santa Chiara chiedono aiuto: «La nostra chiesa è ricoperta di scritte e graffiti. Il Comune e la sovrintendenza hanno più volte pulito, ma non basta: le scritte tornano. La chiesa non é mai stata così sporca. Ci vuole più vigilanza». E nei giardini di Santa Chiara cè anche una canadese, con amaca, sedie e recinto. È la casa di due barboni. Scritte e graffiti sono ovunque nel quartiere. Frasi damore, insulti a Bassolino, marchi dei tifosi ultrà mescolati a piccole creazioni di un writer che ama i mostri a un occhio, i diavoli con anfibi, gli scheletri con le corna da toro. Le strade trasudano sporco. E sono decine e decine i palazzi abbandonati, come il convento in strada San Giovanni maggiore a Pignatelli, restaurato allesterno e devastato allinterno: sarebbe dovuto diventare un ostello per i giovani. Decine le carcasse di motorini abbandonate nei vicoli laterali. Violate le isole pedonali. «Scooter e auto parcheggiano praticamente dentro luniversità. È un inferno» dice Vincenzo Restelli, studente di Filosofia, seduto sul muretto davanti allOrientale, in una piazza cadente, con palazzo Giusso e San Giovanni Maggiore in stato di abbandono (si salva solo cappella Papagoda, protetta da un alto cancello). I giovani protestano e gli anziani sono stanchi. «I negozi chiudono uno dopo laltro» dice Salvatore De Gregorio, 75 anni, titolare di una "baccaleria" ai margini di largo Banchi Nuovi. «Il panettiere, il salumiere: sono andati tutti via - dice De Gregorio - e i negozi rimasti vuoti sono stati vandalizzati. Anche io ora sono stanco». Pochi gli esempi positivi, come la chiesa di Santa Maria dellAiuto, appena restaurata e dove padre Gennaro Acampa ha realizzato un ascensore per i diversamente abili o il nuovo centro sportivo (campo da calcio-pallavolo e basket) che sarà inaugurato il 20 maggio nel complesso di Santa Chiara. «La strade sono stracciate - dice Pasquale Madonna, dellomonima macelleria indicando i basoli rotti in via Santa Chiara - La gente cade continuamente e visto che non ci sono i marciapiedi si rischia la vita con le macchine che sfrecciano». In via San Sebastiano, invece, le auto parcheggiano in doppia fila. «Il mio negozio affaccia su un portico del 1374 - dice Salvatore Mazza, artigiano di via dei Tribunali - Avrei voluto restaurarlo a mie spese, ma la Sovrintendenza mi ha bloccato e il portico cade a pezzi». Intanto il Comitato Santa Maria di Portosalvo invia allassessore Felice Laudadio un elenco di «163 chiese da salvare», come «Santa Maria della Sapienza e San Giovanni delle Monache».