TRENTA INTELLETTUALI - dalla Barracco a Marotta, da Masullo a Galasso a Francesco Rosi a Mimmo Jodice - hanno sottoscritto una severa presa di posizione. Lunico a non essere preoccupato sembra essere proprio lassessore al centro storico Felice Laudadio che rampogna le associazioni, rasserena tutti e conclude dicendo testualmente: «Non cè davvero nessun problema». Invece problemi ci sono, non pochi e seri. Primo. Un corretto rapporto tra Amministrazione e cittadini. Cè voluta una affollata conferenza stampa e conseguenti pagine intere di giornali per far dire per la prima volta allAmministrazione comunale che i progetti sono in fase di redazione. In realtà, progetti degni di questo nome (esecutivi) non ci sono. Circola tra Comune e Soprintendenza un documento di quaranta pagine circa con un elenco di interventi localizzati su planimetrie dei quali non si coglie il senso e la finalità complessivi. Si dice che a gennaio 2009 apriranno i cantieri. Considerati i tempi burocratici per le gare di appalto, o i progetti esecutivi ci sono ma non sono resi pubblici, o la data di gennaio è inattendibile. Si dicano parole più chiare in proposito. Secondo. La città e le associazioni, dice Laudadio, saranno chiamate «per formulare i dettagli dei progetti». Ricordo agli amministratori che Napoli ha cinque università, istituti di cultura, progettisti e storici della città di livello internazionale, una tradizione di studi urbani di assoluta eccellenza. In questa città mancano molte cose, ma non difetta la qualità del pensiero storico e progettuale. Mi si passi questa digressione di patriottismo culturale, ma non si può dire che la città sarà chiamata a formulare i dettagli. E chi fa le grandi scelte strategiche? La politica? Certo, è giusto che sia così, ma a condizione che ascolti prima (non dopo, per i dettagli) chi ha titolo a fornire qualificati contributi. Si sono fatti forum inutili. Era proprio impensabile un forum di tre giorni sul centro storico nel quale presentare e discutere in forma ordinata e istituzionale idee e progetti? Una politica forte, quella che si assume le proprie responsabilità, ascolta tutti e poi decide in piena autonomia. Cè tempo ancora per farlo. Terzo. Se le associazioni volevano informazioni, dice Laudadio, potevano rivolgersi direttamente a noi. Cè un equivoco. La città in questo caso non chiede informazioni ma partecipazione, che è cosa diversa. La politica deve informare ma anche promuovere e organizzare la partecipazione, non concederla dopo pressanti richieste. Gli abitanti di Napoli si chiamano cittadini, non sudditi, è stato detto ieri in conferenza stampa con ovvia ma sempre efficace distinzione. In ogni caso, anche sul piano della informazione cè qualche problema. Nellepoca della comunicazione globale e in tempo reale, le informazioni di questo tipo "devono" essere messe e prese in e dalla rete. In altre realtà politico-amministrative, i progetti che il Comune ha in cantiere sono messi nel sito a disposizione dei cittadini. Se si apre il sito del Comune di Napoli e si va alle pagine dellassessorato allEdilizia dal quale dipende il centro storico, non si trova traccia del Grande Programma per il centro storico e gli unici documenti progettuali risalgono a più di due anni fa con lassessorato di Amedeo Lepore. Anche qui, si converrà, qualche problema di informazione permane. Conclusione. Ieri in conferenza stampa sè detto che lultimo e più efficace strumento di pressione che i cittadini hanno nei confronti della politica è la magistratura. Sarà pur così, ma non è giusto accettarlo come principio e come metodo. Ci sono ancora ampi margini per riaffermare la politica del confronto. Allassessore Laudadio, stimato avvocato e politico-amministratore di lunga esperienza, si chiede più attenzione allascolto. Nellinteresse della città.
NAPOLI - la città vuole essere ascoltata
Lassessorato all'Edilizia di Napoli ha sottoscritto una presa di posizione contro i progetti per il centro storico. Lassessorato afferma che i progetti non sono ancora resi pubblici e che la città non sarà chiamata a formulare i dettagli. Lassessorato chiede di essere ascoltato prima di prendere decisioni strategiche. Inoltre, lassessorato afferma che le associazioni non sono state informate in modo adeguato e che la città non può essere chiamata a partecipare ai progetti. Lassessorato chiede di essere informato in tempo reale e di avere accesso al sito web del Comune di Napoli per ricevere informazioni sui progetti.
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