Una sorta di «anti-Biennale» di ispirazione religiosa potrebbe affiancare la Biennale di Venezia, già a partire dalla prossima edizione, in programma nella città lagunare dal 14 settembre al 23 novembre di questanno. Lo ha detto il presidente del Pontificio consiglio per la Cultura, monsignor Gianfranco Ravasi a margine della presentazione di una mostra, precisando che nelliniziativa non vi sarebbe alcun intento polemico, ma, al contrario, il desiderio di avviare un dialogo tra la Santa Sede e larte contemporanea. «Lidea è ancora in fase embrionale - ha affermato il "ministro" della cultura del Papa - ma ne ho già parlato da diverso tempo con il sindaco di Massimo Cacciari, con la fondazione Cini e con potenziali sponsor, e un delegato pontificio è già andato a visitare ai luoghi in cui potrebbe essere ospitata la mostra», alcune chiese veneziane minori, tra le quali alcune sconsacrate. Liniziativa ha spiegato il vescovo - nasce da una serie di considerazioni: la scarsa conoscenza reciproca tra artisti contemporanei e Santa Sede, il desiderio di riportare in auge soggetti darte religiosa o spirituale in senso lato, e la trascuratezza dellornato in molte chiese moderne, spesso prive di opere darte o rassegnate a una qualità spesso artigianale o assai modesta. Visto lo scarso tempo a disposizione, la «biennale sacra» 2008 dovrebbe vedere lesposizione di opere già realizzate tramite prestiti e sponsorizzazioni (diversi artisti di vari Paesi sarebbero già stati segnalati alla Santa Sede), ma, per il futuro, monsignor Ravasi ha unidea più ambiziosa: contattare artisti di fama e commissionare loro opere di carattere religioso o problemi universali, stimolando una produzione in questo senso che potrebbe orientare le stesse vie dellarte. Tra questi artisti lo statunitense Bill Viola, langloindiano Anish Kapoor e il greco Jannis Kounellis. Parallelamente, sarebbe impegno del Pontificio consiglio stimolare anche la committenza, e preparare clero e parroci a conoscere larte contemporanea e a riportare la decorazione degli edifici di culto al rango di un tempo.