Proprio lui: lex soprintendente ai beni culturali che sfidò Domenici alle amministrative e ora siede in consiglio comunale con i Verdi. Gli errori sono tre: primo, cè scritto che lUnità dItalia si realizzò nel 1860. Secondo, che Firenze fu capitale dItalia tra il 1860 e il 1865. Terzo, che il re dItalia dellepoca era Vittorio Emanuele III. Tre scivoloni di cui nessuno si era accorto fino a ieri, quando il consigliere forzista Enrico Bosi, ex giornalista con la passione per larte, ha scovato le tre magagne e le ha spifferate ai quatto venti: «Lo sanno tutti che lUnità dItalia è fatta convenzionalmente risalire al 17 marzo 1861, mentre Firenze fu capitale del regno dal 1865 al 1870. E il re dItalia al tempo di Firenze capitale non è Vittorio Emanuele III ma II». La brochure è stampata in 2mila copie ed è in distribuzione già da alcune settimane. Si diffonde la voce che la consulente storica per i testi sia la compagna di Valentino. Ma il consigliere verde smentisce: «Figurarsi se il Comune affidava una consulenza alla moglie di un consigliere. Lerrore lho fatto io: feci la cornice storica alla brochure, scrissi un testo troppo lungo. Taglia e cuci, cè scappato lerrore». «Roba da ridere», tuona Bosi che in uninterrogazione chiede quanto sia costato il depliant sbagliato. «Ma dai, in fondo quella è roba da turisti. Io fui il primo a ricordare a tutti che quella non era la sala dove dormiva Lorenzo dè Medici, quello sì era lerrore che tutti facevano. E poi: Bosi non lha mai fatta una sciocchezza?»