Reportage fotografico per documentare le condizioni del castello Sono oltre duemila e 500 le firme per chieder il restauro del sito. Un "safari" fotografico per documentare le condizioni in cui versa la Colombaia. L'Associazione "Salviamo la Colombaia" ha organizzato per domenica 25 (ma la data deve essere confermata), con partenza alle 10 dalla Lega Navale, una "spedizione" nell'isolotto per prendere visione dal vivo- afferma il Presidente dell'Associazione Luigi Bruno- della situazione in cui si trova lo storico immobile e per discutere, con gli intervenuti, delle ulteriore strategie per la sua salvaguardia. Continua intanto, nonostante siano state raccolte più di 2500 firme, la petizione popolare per sollecitare il recupero del monumento. "I crolli sono continui afferma Bruno- né cessa l'opera dei vandali". Il gesto più clamoroso di uno o più sconsiderati è stato scoperto dai soci dell'Associazione lo scorso mese di novembre. Uno "sfregio" (con tanto di firma "Ivan B") sulla lapide che, "regnando Filippo III re di Spagna e di Sicilia" ricorda la ristrutturazione alla quale la Colombaia fu sottoposta e "maggiormente armata". La struttura è pericolante, per cui non sarebbe possibile avvicinarsi entro i 10 metri dalle mura. Un "pietoso stato di abbandono, incuria e vandalismo dice Luigi Bruno che non è più tollerabile. E' ora che l'immobile venga ristrutturato e consolidato prima che sia irrimediabilmente perduto". La prima struttura della Colombaia sarebbe stata costruita durante la guerra punica da Amilcare Barca che avrebbe apprezzato la posizione strategica dell'isoletta su cui sorge. Secondo altre fonti (comunque scarsamente accreditate), però la torre sarebbe stata preesistente all'arrivo dei cartaginesi, realizzata dai troiani in fuga. Dopo che i romani avrebbero fatto strage di un presidio cartaginese, la Torre, abbandonata, sarebbe divenuta "nido di colombe". Da qui il nome che porta tuttora. Utilizzata come faro dagli arabi, sarebbe stata riutilizzata come fortificazione dagli spagnoli. I bastionamenti sarebbero stati potenziati a difesa dagli assalti dei pirati e dei turchi e, nel sedicesimo secolo, sarebbe stato completato il fossato. Altri ingrandimenti e trasformazioni sarebbero stati effettuati fino al secolo successivo, sempre per ragioni di sicurezza e difesa. Adibita, infine, a carcere, la Colombaia è stata, infine, abbandonata nel 1965