LA CITTÀ IL DEGRADO Lenzuola bianche a Parigi per chiedere all'Unesco di intervenire contro il degrado del centro antico di Napoli. «Abbiamo preparato e inviato un dossier - spiega Tiziana Iorio del comitato «Città antica» - direttamente al professor Francesco Bandarin che è il direttore dell'Unesco world heritage centre di Parigi. È la sezione dell'agenzia dell'Onu che raccoglie i beni culturali considerati patrimonio dell'umanità, come è nel caso del centro antico di Napoli». Le oltre venticinque associazioni che si sono raccolte intorno alla denuncia-protesta sono pronte, quindi, a portare a Parigi le forme della protesta attuata a Napoli. Lenzuola bianche per chiedere attenzione, per sollecitare pressione sulle istituzioni locali da parte dell'agenzia delle Nazioni unite. «È un anno che, a fronte di annunci, non si è mosso niente - prosegue Tiziana Iorio - anzi la situazione è peggiorata e peggiora giorno dopo giorno. Intendiamo farci ascoltare e chiedere che l'Unesco richiami il Comune alla proprie responsabilità. Il 5 maggio del 2007 l'assessore Laudadio aveva annunciato, pubblicamente e con grande enfasi, l'investimento di 200 milioni di euro per il recupero del centro storico. Dopo un anno nulla. Ecco perché abbiamo intitolato questo incontro "Il resto di niente"». C'è entusiasmo e voglia di fare nelle parole, nelle intenzioni e nelle iniziative delle associazioni «consorziate» per il centro antico. C'è l'impegno dei ragazzi del Genovesi (rappresentati ieri a palazzo Pignatelli da Giorgio Malet) che hanno raccolto materiale e foto da allegare al dossier. Attivismo ma anche idealismo. A chi chiede quali effetti potrà sortire la denuncia all'Unesco la risposta di Maurizio Iaccarino, già vicedirettore generale dell'agenzia Onu, è quasi disarmante: «Non aspettiamoci che Napoli venga cancellata dal patrimonio dell'umanità. Non rischia questo e non è in bilico. È chiaro che quando gli ispettori Unesco sono stati in città hanno parlato di degrado e declino». Nessun rischio di cancellazione ma tante polemiche. Come quella del professor Pasquale Belfiore sulla distribuzione dei fondi Por. «Al recupero del centro viene destinata una piccola percentuale - spiega il presidente di InArch Campania che ha presentato il documento-denuncia redatto dall'Istituto nazionale di Architettura - mentre per i trasporti si arriva anche al 30. Si rischia di poter viaggiare in maniera confortevole dal degrado al deserto». Polemiche e accuse. Arriva quella di Italia Nostra (con Guido Donatone) contro l'asfalto in luogo dei sanpietrini; come quelle dell'ex sovrintendente Mario De Cunzo contro il progetto della stazione di Santa Maria degli Angeli. E una risposta che vale più di ogni considerazione. Se non potrà l'Unesco chi potrà intervenire? «La magistratura - conclude De Cunzo - ci salveranno i giudici».
NAPOLI - Denuncia della società civile Dopo un anno piani bloccati e scempi come l'asfalto al posto dei sanpietrini
A Napoli, un gruppo di associazioni ha inviato un dossier all'Unesco per denunciare il degrado del centro antico della città. Il dossier è stato preparato e inviato al direttore dell'Unesco world heritage centre di Parigi, Francesco Bandarin. Le associazioni chiedono all'Unesco di intervenire per richiamare l'attenzione sul problema e di sollecitare pressione sul Comune di Napoli. Il problema del degrado del centro antico è stato denunciato per anni, ma non è stato risolto. Le associazioni hanno anche inviato un messaggio di protesta a Palazzo Pignatelli, con lenzuole bianche.
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