Caro Direttore, nella fase attuale, in cui il ministro Urbani sembra voler aggiornare il suo decreto sulla Biennale di Venezia, vorrei proporre lo spunto per una riflessione ulteriore, a un dibattito a quanto pare univoco, nel rigetto di un tentativo di riforma, ehe presenta innegabili aspetti positivi. Tutte le forze politiche veneziane, ad eccezione della Lega Nord, hanno trovato un'inusuale compattezza nel contrasto del decreto legge e nella difesa a priori di una struttura come quella della Biennale, che necessita comunque di un progetto di riforma. Se tutti concordano sul fatto che la Biennale debba restare a Venezia, non appaiono ragionevoli le posizioni di chi, come il governatore regionale Galan, vuole eliminare la consulta proposta dal ministro Urbani: la consulta va semmai modificata, proponendo la partecipazione di istituzioni cultuirali affini, da individuare a livello intemazionale, così come un tempo accadeva per il comitato direttivo di Palazzo Grassi. Non vorrei che la discussione in atto fosse in realtà un alibi dei vecchi partiti, per "occupare" la Biennale. Il vero bubbone è che a Venezia, ormai da trent'anni, questa istituzione culturale è feudo gestito gelosamente da certe baronie della cultura e dell'università, chiuse nel più gretto provincialismo e incapaci di rinnovarsi e aprirsi verso l'esterno. Ben venga, pertanto, la riforma Urbani, se riuscirà a demolire la politica lottizzatoria, sulla quale si è retta finora la Biennale di Venezia. La cronaca di questi anni ha visto realizzare veri e propri scippi all'economia e alla tradizione del centro storico veneziano, per esempio il Casinò e l'ospedale strappati al Lido di Venezia o le continue fughe di gas da Marghera, costante minaccia alla salute, senza che le forze politiche abbiano fatto tanto clamore: questo, a mio avviso, è inquietante. Voglio sperare che, nella riedizione del decreto, il ministro Urbani garantisca in seno al nuovo organismo, oltre all'apertura ai privati nel cda, il giusto peso alle istituzioni veneziane e il rinnovamento che tutti aspettiamo. Alberto Mazzonetto è Consigliere Lega Nord in Provincia di Venezia
No all'occupazione della Biennale
Il ministro Urbani sta lavorando per aggiornare il suo decreto sulla Biennale di Venezia. Tuttavia, le forze politiche veneziane, ad eccezione della Lega Nord, sembrano concordare nel contrastare il decreto e difendere la struttura della Biennale. Alcuni politici, come il governatore regionale Galan, vogliono eliminare la consulta proposta dal ministro Urbani, che dovrebbe essere modificata per includere istituzioni culturali internazionali. La Biennale di Venezia è stata criticata per essere gestita da baronie della cultura e dell'università che si chiudono nel provincialismo e non si aprono all'esterno.
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