La soprintendente Perazzi: «Verranno pubblicati sulle riviste» «I reperti archeologici trovati durante gli scavi nella piazzetta della Rocca, alcuni risalenti al Rinascimento e al Medioevo, altri al periodo preromanico, verranno esaminati più dettagliatamente dai nostri esperti per poi venire pubblicati sulle riviste scentifiche». Così la dottoressa Paola Perazzi, funzionaria della Sovrintendenza ai beni archeologici di Firenze, competente per il territorio montemurlese, soddisfatta dell'ottimo lavoro svolto nelle scorse settimane dai suoi tecnici, impegnati con il classico pennellino e paletta, a recuperare le preziose testimonianze dei vari passaggi residenziali, succedutesi nei millenni «a Rocca», come sono soliti chiamarla i montemurlesi, mentre gli addetti di Publiacqua si apprestavano a sostituire l'impianto fognario. «Sono venuta diverse volte alla Rocca, per seguire i lavori perchè è di nostra precipua competenza seguire qualsiasi scavo in siti "sensibili", com'è appuntouo la antica rocca» spiega la funzionaria della Sovrintendenza, elencando le varie epoche, medioevali, rinascimentali e addirittura preromaniche, a cui appartengono i reperti di vasellame «ritrovati in buono stato», ora sistamati nei magazzini fiorentini, in attesa di esami più approfonditi, che poi verranno inseriti in pubblicazioniei specializzate. Intanto, ieri, è arrivata dall'ufficio stampa del comune, una nota dove il sindaco Ivano Menchetti sottolinea come «le notizie del ritrovamento di reperti archeologici è destituita di ogni fondamento». Viene altresì precisato che «durante gli scavi per la realizzazione della nuova rete fognaria e della nuova pavimentazione in piazza della Rocca, abbiamo provveduto a fare un rilievo attento, monitorando i lavori nel sottosuolo, ma non è stato trovato niente». Nessun commento, solo l'auspico che non venga usato lo stesso «attento monitoraggio» per capire cosa c'è sotto il giardino di villa Giamari. Certo non si tratta di reperti archelogici. Ri.Te.