"A Roma i milioni, a noi le briciole" Dal ministero solo 98 mila euro Ma il lavoro va avanti: restaurata la Croce Santa «Qui ci sono dipendenti che ancora devono riscuotere 1.200 euro per missioni obbligatorie già effettuate. E per le spese di ufficio, ovvero per pagare tutte le bollette e i materiali, per il 2008 abbiamo avuto dal ministero solo 98 mila euro, contro la cifra di 1 milione di euro assegnata allIstituto centrale per il restauro di Roma o Istituto superiore». Uno scandalo, che provoca toni alti da invettiva al neo soprintendente dellOpificio delle Pietre Dure Bruno Santi. Che incalza: «Abbiamo forse fondi per andare vanti per circa tre mesi, siamo con lacqua alla gola. E inutile averci dato lautonomia, se non ci mettono nelle condizioni di lavorare». Una denuncia in piena regola, affidata ad una lettera partita tre giorni fa per il ministero dei Beni culturali, in cui si enumerano difficoltà e ristrettezze, oltre al rischio di svilire lattività di un istituto di fama internazionale. Il soprintendente Santi ricorda che il quadro è già noto, che già chi lo ha preceduto - lex soprintendente Cristina Acidini - ha lanciato lallarme prima di lui. LOpificio rischia il collasso, con al seguito la sua altrettanto prestigiosa scuola di formazione e i vari settori di restauro. Altro che autonomia e nuova gestione manageriale. «Intanto il regolamento non è ancora stato fatto, e poi se non abbiamo ancora chiuso listituto lo dobbiamo proprio ai contatti e ai contributi che da tempo sono stata cercati dai nostri dipendenti» afferma Santi. Clarice Innocenti, direttrice del settore orafo rincara la dose: «Siamo andati in missione ad Arezzo facendoci pagare il biglietto altrimenti avremmo dovuto rifiutare; il settore orafo ha avuto per il 2008 15 mila euro, da cui dobbiamo togliere il 33 per materiali fotografico e di archivio». Conti allosso, tuttavia i restauri procedono. Proprio ieri è stato presentato il restauro della Croce Santa, un prezioso reliquiario del XIII secolo con una spina della Corona di Cristo e un frammento della Santa Croce. Lopera conservata nella Pinacoteca di Castiglion Fiorentino (Ar), ora tornerà esposta dal 9 al 31 maggio nella chiesa di San Filippo. La Croce Santa da anni è al centro di una querelle che divide gli studiosi tra chi la attribuisce ad una manifattura francese e chi la riconduce ad una senese. Il 24 agosto 1259 Luigi IX, re di Francia, donò personalmente le due preziose reliquie a fra Mansueto, il frate originario di Castiglion Fiorentino inviato da Papa Alessandro IV a negoziare la pace tra Francia e Inghilterra.