AL POLO DELLE SCIENZE UMANE «Colere Humanitatem» è il titolo della prima giornata della ricerca scientifica che il Polo delle Scienze Umane e Sociali dell'Università «Federico II» di Napoli ha organizzato per oggi a partire dalle 10,30 nel Complesso dei Santi Marcellino e Festo, in largo San Marcellino 10. Sarà l'occasione per analizzare alcune importanti questioni che riguardano il valore dei beni culturali e annunciare progetti e impegni per la loro migliore qualificazione. E chiamati a farlo sono interpreti della materia ai massimi livelli: da Salvatore Settis - direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, tra i massimi studiosi del mondo antico, affronterà lo spinoso argomento delle fonti di finanziamento della ricerca in Europa - a Louis Godart, consigliere della presidenza della Repubblica al Patrimonio artistico e docente di Filologia micenea presso l'ateneo fridericiano, per conto del quale, negli anni 80, ha diretto la missione archeologica a Creta. A lui toccherà una relazione sulla nascita dello Stato e l'apparizione della scrittura. «Se lo Stato nasce, tra il Quarto e il Terzo millennio prima di Cristo, perché un gruppo o una tribù emerge prepotentemente in una determinata area geografica e si ripropone di governarla, il primo mezzo che usa è proprio la scrittura. - sottolinea Godart - Perché è per suo tramite che diventa possibile controllare i traffici commerciali e l'economia dell'area in questione. Sarà poco suggestivo, ma prima che per comporre poesie o servire da versi per l'Odissea, la scrittura nasce per finalità prettamente economiche. Basta tener conto che, nei più antichi documenti di scrittura, prima di tutto troviamo delle cifre». Sarà, questa, anche una giornata dedicata ai Campi Flegrei, con una tavola rotonda pomeridiana sul tema «Verso il Distretto culturale dei Campi Flegrei» con interventi delll'antropologo Marino Niola, dell'Università degli Studi di Napoli «Suor Orsola Benincasa», sul mito legato a quell'area, di Francesco Escalona, presidente del Parco regionale dei Campi Flegrei, che parlerà sul futuro della zona come entità culturale, e di Pietro Giovanni Guzzo, della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, il quale annuncerà la conclusione dei lavori per l'allestimento del museo del Castello di Baia entro l'anno: «E in questa sede, finalmente, a parte convogliare e raggruppare opere già esposte solo saltuariamente e di solito conservate nei magazzini delle istituzioni museali pertinenti, come per esempio il Sacellum degli Augustali di Miseno o i sarcofagi di Pozzuoli, troveranno spazio opere che, sebbene scoperte anni fa, non sono mai state esposte al pubblico, come le decorazioni del Foro d'epoca imperiale di Cuma, i frammenti ceramici delle mura di difesa della città, risalenti al Sesto-Quarto secolo avanti Cristo, i calchi in gesso di statue, probabilmente bronzee, usati per le riproduzioni di tipi statuari che avrebbero abbellito le ville della zona». In chiusura, la proiezione del lungometraggio «Campi Flegrei» di Franco Piavoli.