Un dibattito all'Ateneo Veneto "La Francois Pinault Foundation e il Comune di Venezia apriranno il Centro d'Arte Contemporanea di Punta della Dogana nel giugno 2009". Questa la scritta sui teli grigio chiaro che ricoprono le strutture di Punta della Dogana con una pubblicità assolutamente discreta. Ma dietro quei teli cosa succede? Quale lo stato dell'arte dei lavori? E soprattutto sarà rispettata l'architettura di Venezia? Queste le domande di un pubblico preoccupato per le sorti della propria città. Ha risposto rassicurando tutti Monique Veaute, direttrice e amministratore delegato di Palazzo Grassi, nell'incontro organizzato dal Circolo di Cultura all'Ateneo Veneto. Suggestivo il titolo: "Una nuova anima per Punta della Dogana". L'anima di Punta della Dogana sarà l'arte contemporanea. Francois Pinault, ricchissimo uomo d'affari, appassionato collezionista, attualmente dedica la sua vita all'arte, ai rapporti con gli artisti, e ha un patrimonio di circa 2500 opere che vuole esporre. Dapprima aveva pensato di fondare un museo in Francia, ma difficoltà burocratiche glielo hanno impedito. Ha preso in considerazione la proposta di Palazzo Grassi e stipulato il contratto con l'allora sindaco Costa. Il Sindaco Cacciari poi, nel riconfermare la concessione per trent'anni, gli ha proposto la Punta delle Dogana. E Pinault vi ha investito 20 milioni di euro. Il progetto è stato affidato a Tadao Ando, architetto giapponese, il quale ha preso conoscenza della città e accordi con la Soprintendenza . Esternamente, struttura, capriate e muri rimarranno com'erano, verrà eliminato ciò che nel tempo era stato aggiunto in modo non adeguato. Un'architettura non dirompente ma in armonia con il resto. Nemmeno necessari lavori per l'acqua alta. Gli interventi interni saranno rispettosi degli spazi, le installazioni reversibili. Vi sarà un luogo di ristoro, si potrà salire sulla torretta e ammirare il panorama. Continueranno nel nuovo Museo gli incontri con gli artisti in collaborazione con l'Università Ca' Foscari e l'Iuav, "entrando così nella storia dell'arte, nel progredire dell'arte contemporanea e nella storia personale dell'artista". Che previsione di afflusso di visitatori? "Stiamo studiando la situazione. La superficie è come quella di Palazzo Grassi, dove si ricevono 2mila persone al giorno. Pensiamo di inserire il museo in un circuito: Palazzo Grassi, Guggenheim, Punta della Dogana e per i veneziani potrà esserci un accordo con Carta Venezia. Questa città ha risposto in modo straordinario alle nostre proposte e ottimi sono i rapporti con le istituzioni" ha concluso Monique Veaute.