Lettere anonime e minacce di violare la sicurezza degli Scavi. Portate di recente alla luce. Ma per la città eterna si profila ora un futuro di super sorvegliata speciale. La Soprintendenza ha annunciato infatti l'investimento di tre milioni e mezzo di euro per potenziare il sistema di videosorveglianza e anti intrusione. Gli occhi elettronici passeranno da 200 a 400 e vigileranno, anche, sui tesori di Stabia, Ercolano e Oplonti. Il soprintendente Pietro Giovanni Guzzo ha firmato e fatto pubblicare il bando di gara che si è chiuso qualche giorno fa e che apre le porte alla procedura per un futuro blindato dell'area archeologica. Il contratto, della validità di cinque anni, che la Soprintendenza pompeiana siglerà con la ditta che si aggiudicherà l'appalto prevede: lavori di ammodernamento e ampliamento degli impianti di telesorveglianza presso gli scavi archeologici di Pompei; la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti antintrusione, elettrici, di illuminazione, protezione dai fulmini, antincendio e di sollevamento acque installati a Ercolano e Poggiomarino. Limitatamente all'area archeologica di Pompei, la Soprintendenza richiede un presidio tecnico di 24 ore su24 costituito da due tecnici specializzati nel settore. Il servizio prevede, inoltre, la fornitura e installazione di un sistema tecnologico di videoregistrazione digitale (Dvr) e video motion detection da esterno (Vmd) Finalizzato alla gestione della security degli scavi archeologici di Pompei. Attualmente, lungo il perimetro dell'area archeologica pompeiana, che si estende su 66 ettari, e in alcune delle case più importanti, (Venere in Conchiglia, Giulio Polibio, Menandro, Ceii, Profumiere) sono in funzione complessivamente duecento telecamere. Le immagini, registrate 24 ore su 24, e conservate per tre giorni, vengono trasmesse in tempo reale presso la sala di controllo del commissariato di polizia di Pompei. Oltre agli occhi elettronici,che sorvegliano il prestigioso patrimonio archeologico per salvaguardarlo da ladri, vandali e turisti ossessionati dal possedere souvenir autentici, a far scattare l'allarme ci sono cento sensori sonori a raggi infrarossi montati in tutta l'area da proteggere. L'impianto di videoso-veglianza, pur installato all'inizio degli anni Novanta e costato cinque milioni di euro, entrò in funzione, parzialmente, solo nel 2000. La sala regia è diventata operativa a pieno regime dopo l'incendio del novembre del 2003 che danneggiò l'impianto. Il ripristino del sistema rovinato dalle fiamme, ampliato con strumenti tecnologici di ultima generazione, è costato alla Soprintendenza e alla società che cura la manutenzione 5OOmila euro. Con il nuovo progetto della messa in sicurezza delle aree ar-cheologiche, dopo i duecento occhi elettronici installati a Pompei, gli otto in funzione a Boscoreale, sede anche dell'Antiquarium, presto, dunque, sarà reso operativo il piano per mettere in rete anche i siti di Ercolano, Oplonti e Stabiae. La sala regia, che controlla l'impianto di telesorveglianza, tra i più sofisticati della Campania, sarà nel nuovo edificio di «Casa Tramontano».
POMPEI - Videocontrolli sui tesori con 400 occhi elettronici
La Soprintendenza pompeiana ha annunciato l'investimento di 3,5 milioni di euro per potenziare il sistema di videosorveglianza e anti-intrusione negli scavi archeologici di Pompei, Ercolano e Oplonti. Il sistema prevede l'installazione di 400 telecamere e 100 sensori sonori a raggi infrarossi. Il contratto, di validità di cinque anni, prevede la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti antintrusione, elettrici, di illuminazione, protezione dai fulmini, antincendio e di sollevamento acque. La Soprintendenza richiede anche un presidio tecnico di 24 ore su 24 costituito da due tecnici specializzati nel settore.
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