Neanche il tempo di dimenticare la figuraccia fatta agli occhi del mondo, con la chiusura a sorpresa del Primo maggio, che i sindacati annunciato altre proteste agli Scavi di Pompei. Questa volta, per fortuna di chi arriva dall'altra parte del mondo per ammirare i tesori della città sepolta, i disagi non saranno del tutto catastrofici. Oggi l'apertura degli scavi di Pompei, Ercolano, Oplontis, Stabia e il museo di Boscoreale slitterà, «solo», alle dieci e trenta. Per le due ore di attesa, rispetto alle 8,30, alcuni visitatori e operatori turistici, sì dicono fortunati. «Siamo disposti anche ad aspettare - hanno detto - purché si rispettino gli orari di apertura annunciati».! lavoratori incroceranno le braccia per la convocazione di un'assemblea sindacale richiesta da Cgil, Uil e Unsa. Alla base dell'eterno braccio di ferro, in atto da anni tra sindacati e amministrazione, c'è l'organizzazione del lavoro, il pagamento di alcune spettanze arretrate, la sicurezza e salubrità sul lavoro. In particolare, i vigilantes responsabili della sicurezza del sito, avanzano ancora il pagamento del lavoro straordinario svolto nei giorni di apertura straordinaria di Natale 2007 e Capodanno 2008. La Soprintendenza, in merito a tale richiesta, fa sapere che, in tutti gli incontri avuti con i rappresentanti dei lavoratori, «ha sempre espresso la volontà di liquidare le somme dovute in attesa che si riunisca il nuovo consiglio di amministrazione e che il ministero dia l'ok». «È un diritto dei lavoratori riunirsi in assemblea sindacale - spiega Michele Germano della Cgil - come prevede il contratto nazionale. Chiediamo che, una volta per tutte, il ministero si occupi delle questioni che da anni proponiamo e che, ancora, non hanno ricevuto risposta». Sul caso si esprime, anche, il responsabile pompeiano della Cisl, Antonio Pepe, che ha discusso coni lavoratori delle stesse problematiche nel corso delle assemblee del 31 marzo e dell'otto aprile, puntando il dito contro l'accorpa-mento della Soprintendenza speciale di Pompei a quella di Napoli. «È stato un fallimento annunciato - sottolinea il segretario locale della Cisl Antonio Pepe - Privando Pompei dell'autonomia scientifica, organizzativa, amministrativa e finanziaria, è stato il primo presupposto per la mancanza di funzionalità, che di fatto sta causando contestazioni per i ritardi nel pagamento di tutte le indennità accessorie. Il soprintendente, per evitare contestazioni che a ricaduta porteranno disagi all'utenza a danno dell'immagine dell'amministrazione,farebbe meglio a mettere mano ad un organizzazione del lavoro funzionale alle nuove esigenze».