L'Udc raccoglie le firme per salvare la Villa medicea di Poggio Erbacce dappertutto transenne abbandonate e tanta sporcizia Una raccolta firme per salvare la Villa medicea dal degrado. La proposta è firmata Udc all'indomani del raduno bandistico che si è tenuto domenica pomeriggio nei giardini della residenza di Lorenzo Il Magnifico che, a detta degli esponenti scudocrociati presenti, è molto lontana dai suoi antichi splendori. «Lo stato di conservazione del parco e delle strutture esterne (tetti, grondaie) è veramente pietoso. Il concerto bandistico tenutosi domenica scorsa ha mostrato a tutti i poggesi lo stato di degrado in cui versa la Villa da diversi anni a questa parte». «Erbacce dappertutto, materiali edili e vecchie transenne abbandonate per ogni dove, sporcizia imperante. Quello che era un vanto ora è uno scandalo. Per non parlare della Cappella Reale dove giace nell'incuria e nell'abbandono anche una pala d'altare del Vasari». Da qui la decisione di fare pressione sul Polo museale fiorentino perché presti più attenzione a Villa Ambra e al patrimonio che custodisce e la circonda sperando che l'iniziativa venga largamente condivisa dal paese per risultare più efficace: «Intendiamo lanciare una raccolta di firme, da inviare al sovrintende, per far sentire la voce di Poggio a Caiano su un problema centrale anche per lo sviluppo turistico del paese. Ci auguriamo di avere l'appoggio anche delle altre forze politiche, delle categorie economiche e delle associazioni». Il direttore della Villa Stefano Casciu replica all'Udc: «La manutenzione ordinaria del verde con il taglio dell'erba, il riassetto dei prati e dei vialetti è iniziato già stamani (ndr. ieri) anche perché sarebbe stato inutile farlo prima del raduno bandistico con più di mille persone sui prati. C'è anche una logica nelle cose che si fanno». Lo stesso Casciu però, ammette che alcune opere necessitano un restauro, ma che il problema resta sempre il solito: le risorse. «Da anni chiediamo al Polo museale un intervento sul portico che ammonterebbe ad almeno un milione di euro, ma ci viene sempre rifiutato. La pavimentazione e la balaustra si sfaldano e possono verificarsi piccole cadute lapidee che provvediamo a mettere in sicurezza con delle transenne. Il bilancio non consente più di quello che stiamo facendo». E.B.