In pole position Stefania Craxi agli Esteri, Consolo alla Giustizia, Barbareschi ai Beni culturali Ci sarà posto solo per 42. Il futuro premier:"Scelte dolorose" La Brambilla viceministro allAmbiente, allo Sport Crimi, tesoriere di Fi ROMA - Alla riunione dei grupponi parlamentari del Pdl ieri non si parlava daltro. Eletti allunanimità i capigruppo, i capannelli di deputati e senatori si animavano solo sulla questione dei sottosegretari, leterna riffa del peone. Questanno ancora più crudele, visto che nel nuovo governo ci sarà posto soltanto per 42 fortunati. Insomma, come rivelò una volta Cossiga nel presentare il suo governo, sembra che anche con Berlusconi - che ha già annunciato «scelte dolorose» - le stanze della trattativa sui vice dovranno «grondare sangue». Qualcosa comunque già inizia a filtrare, se non altro perché il Cavaliere ha promesso molto a molti. Alla vigilia della nomina (il giorno clou sarà mercoledì 7, un numero che nella cabala indica "il popolo eletto dal Signore") i più sicuri ostentano distacco. Come Stefania Craxi, che dovrebbe succedere al fratello Bobo agli Esteri: «La squadra è nelle mani del presidente del Consiglio, che gode della mia massima fiducia». Un altro dei nominandi, il finiano Giuseppe Consolo, raccoglie la voce che lo riguarda con misurato understatement: «Io sottosegretario alla Giustizia? Non mi stupisce, la notizia è arrivata anche a me. Ma queste cose le decidono Fini e Berlusconi». Tra candidati certi, probabili, ballerini, insicuri, cè anche la categoria dei sottosegretari "volatili". Sono quelli che dovrebbero andare a fare i vice di Sandro Bondi ai Beni Culturali, che ha il terrore di volare e viaggia solo in treno. Per cui servono dei vice che possano rappresentarlo Oltreoceano, o magari nella lontana Asia. Si parla di Fabio Granata, responsabile cultura di An, ma anche dellattore e regista Luca Barbareschi: «Non parlo di questo, - premette "il Trasformista" -, io sono a disposizione di chi fa il governo. Hanno il mio curriculum, conoscono la mia storia». Ma a lei piacerebbe? «È ovvio che ciascuno ha le sue ambizioni». Qualche altro nome "sicuro", se così si può dire (non sono affatto "sicuri" nemmeno i ministri), di quelli che stavano ieri sulle bocche di tutti, si può senzaltro aggiungere alla lista. Come Paolo Romani (in competizione con Mario Landolfi) alle Comunicazioni, Giuseppe Valditara allUniversità, Adolfo Urso alla Farnesina (delega sul commercio estero) o allEconomia, (in lotta con Mario Baldassarri), Francesco Amoruso (An) al Lavoro, Guido Crosetto allEconomia (nel posto che fu di Visco), la portavoce del Family Day, Eugenia Roccella, alla Sanità, Guido Possa alle Attività Produttive (come viceministro per lEnergia Nucleare), il tesoriere di Forza Italia, Rocco Crimi, allo Sport come successore della Melandri, Michela Brambilla allAmbiente (dove potrà mettere finalmente a frutto lesperienza fatta nella sua villa-fattoria con 25 gatti, 14 cani, quattro cavalli, due asini, tre caprette, duecento piccioni). Tra la ventina di sottosegretari forzisti - la metà circa dei posti Berlusconi li ha riservati per i suoi - dovrebbero figurare anche Laura Ravetto, Gino Vitali, Salvatore Cicu, Luigi Casero, Valentina Aprea, Giuseppe Cossiga, Barbara Contini (quella di Nassiriya), Giorgio Iannone. E anche Mara Carfagna, se non le riuscirà il gran salto da ministro. Ci sono poi da accontentare i piccoli, come Francesco Nucara, Mauro Fabris (ex Udeur), Stefano Caldoro, Fatuzzo (pensionati) e la Mussolini. A Rotondi invece il premier avrebbe promesso un posto in Consiglio dei ministri. Cè tuttavia un problema, perché pare che lintenzione del Cavaliere sia quella di chiedere ai nominati le dimissioni da parlamentari, così da lasciare libero il posto per ripescare chi non ce lha fatta. E su questo Berlusconi potrebbe chiedere tranquillamente qualche buon consiglio a Romano Prodi, che non riuscì - salvo qualche lodevole eccezione - a far dimettere i suoi ministri e sottosegretari (76!) per rendere meno traballante la maggioranza al Senato.