--------------------------------------------------------------- Cè già il candidato "rompitutto" (Renzi), cè la candidata (Lastri) che tesse la tela giorno dopo giorno, cè quello (Pistelli) che aspetta il momento opportuno per calare il suo asso, ci sono quelli che dicono, ripetendolo un po troppe volte, che "no, non sarò mai il candidato sindaco" (Chiti e Gramolati). Poi cè il convitato di pietra, quelluomo o quella donna che potrebbero emergere allultimo minuto a sparigliare le carte. Infine, ci sono gli aspiranti dellaltra parte (Migliori, Toccafondi o chi altro?). Per ora tacciono, ma si preparano a sferrare la battaglia di Firenze con un vigoroso appoggio esterno: Bondi probabile ministro dei Beni culturali, Bonaiuti braccio destro di Berlusconi, Verdini coordinatore nazionale del Pdl. Manca ancora un anno alle elezioni di Palazzo Vecchio, ma la corsa è cominciata. Forse, uno sforzo fuori tempo e anche inutile, a patto che chi tiene il banco, cioè il segretario regionale del Pd, Manciulli, riesca a realizzare il suo progetto. In breve, non il candidato e poi il programma ma prima lirrobustimento organizzativo del partito, poi lascolto di tutto il territorio, terzo lindividuazione di un progetto per Firenze fondato su quattro-cinque idee guida, infine primarie aperte e chi le vince potrà essere il candidato del Pd. In attesa che questo progetto prenda corpo, domina la scena la fibrillazione dei candidati in pectore. Manciulli, sornione, dice che farà come Ulisse con le sirene: si incatenerà allalbero della nave del Pd per non farsi catturare dal canto insinuante degli aspiranti sindaco. Ma una sirena ha già rotto gli indugi: Matteo Renzi, in una intervista al Corriere, ha indicato due obiettivi strategici della sua piattaforma se sarà candidato: la nuova pista di Peretola e la bretella Barberino-Incisa. Ha subito incassato il no dei vertici del Pd, ma la reazione negativa sembra dettata da sentimenti di lesa maestà e da una fretta poco propizia ai complessi giochi di aggiustamento che quelle scelte politiche strategiche hanno per il futuro di Firenze e della Toscana. Aeroporto e bretella, sembra di capire, non sono questioni da lasciare in mano a un candidato-bulldozer, se qualcuno dovrà prendere liniziativa politica, questi sarà il partito (pensano i critici di Renzi). Di fatto, Renzi ha messo la bandierina sulle due idee ed ha già raccolto il consenso di industriali, esponenti dellEnte Cassa e categorie economiche. SEGUE A PAGINA III