Pompei come Hollywood. O come Disneyland. La città sepolta trasformata in set cinematografico o affittata a multinazionali per eventi privati. Feste, convention, convegni. Il sito archeologico potrebbe diventare una miniera doro, unincredibile macchina da soldi. E pazienza se tre milioni di persone lanno arrivano da tutto il mondo troveranno i cancelli chiusi per la convention di Google o la festa di Microsoft. Questa è già una notizia. Ma la vera notizia è che lidea di mercificazione dellarte arriva niente meno che da Claudio Velardi, assessore al Turismo di Bassolino ed ex braccio destro di Massimo DAlema che in unintervista al quotidiano The Independent ha spiegato il suo progetto: «Riducendo il numero di visitatori possiamo prima di tutto trasformare Pompei in unesperienza migliore per tutti ma anche aumentare gli incassi offrendo unopportunità ad aziende come Google o Microsoft di usare il sito per eventi privati». Lassessore ha rivelato di aver già contattato i due colossi dellinformatica per mettere a loro disposizione una location unica al mondo come la città sepolta di Pompei. Nella lista di Velardi ci sono anche la Pixar e la Warner Bros, due delle maggiori case di produzione cinematografiche americane. Lex DAlemas boy rassicura tutti. «Non cè niente di scandaloso è ciò che già si fa con ìl MoMa, il Prado e il Louvre». Velardi ricorda che il regista Roman Polanski è stato costretto a girare suo film su Pompei in Spagna. Lui si è dovuto accontentare di un set "tarocco". Pompei ha perso unaltra occasione per fare soldi. A sostegno del progetto di Claudio Velardi interviene anche il soprintendente Pietro Giovanni Guzzo che ha ribadito che per restaurare il sito servono duecento cinquanta milioni di curo. Che, grazie allidea di Velardi saranno facilmente reperibili. La proposta di affittare Pompei si collega direttamente a quella di un «numero chiuso» da applicare al continuo afflusso di turisti nel sito campano. Attualmente a Pompei entrano tanta gente e pochi soldi. Lobiettivo è quello di ribaltare la situazione: pochi grossi visitatori con tanto denaro da investire. La proposta ha fatto molto discutere, ma Velardi ha voluto tranquillizare tutti: i gruppi privati che si propongono come affittuari verranno sottoposti a una rigida selezione, garantendo il loro impegno nel contributo per opere a favore del sito, come il restauro o infrastrutture di base come lilluminazìone i punti di ristoro.