Davide contro Golia. Il piccolo artista contro il grande mercato dellarte. Da Milano, Daniele Nicolosi, 26 anni, è approdato a Roma. Noto alle cronache per i suoi blitz graffitaci, il writer, conosciuto come Bros, ha voluto lanciare uno dei suoi messaggi provocatori anche dai muri della Capitale. Così, nella notte tra il 3o aprile e il primo maggio, Bros si è dato da fare: «No Gagosian, No Party» recita il murale (alto 3,5 metri e lungo 30), apparso sul muraglione del Tevere in corrispondenza di ponte SantAngelo. Impossibile non notarlo dallaltra sponda del fiume e dalla terrazza del Castello: «La scelta della location non è casuale, ci ho lavorato sei mesi. Volevo che la scritta si vedesse dallalto». Il messaggio è chiaro: «La mercificazione dellarte - spiega Nicolosi che, poi, ha visitato la galleria contestata - il business delle gallerie, il discorso per cui un artista vale secondo le quotazioni dei suoi quadri, sono inaccettabili». Per completare il lavoro Bros ha impiegato 45 minuti (tempo record): «Ho studiato la struttura degli argini, non voglio apparire un vandalo, la scritta è fatta con uno spray ad acqua». Ma alla querelle sui writers e la wallpainting - solo imbrattatori o artisti? - Nicolosi risponde scherzando: «Imbrattatone, sicuramente. In realtà la mia arte è lunica che non si può vendere. È unarte per la città. E allora la pubblicità che rovina il paesaggio urbano?». Ma il suo slogan di protesta è figlio, anche questo, del marketing. Nicolosi esclude però contraddizioni nella sua protesta. «Io lavoro sul contesto metropolitano e su ciò che arriva dalla cronaca». Per questo «lidea del blitz è scattata dopo linaugurazione in pompa magna della galleria di Larry Gagosian». Ma anche Davide, alla fine, è attratto dal richiamo della «mercificazione»: ha esposto le sue opere a Milano e, tra poco, sarà in una collettiva allAuditorium Parco della Musica, dove esporrà la prova fotografica della sua impresa romana: «E vero, pure io devo vendere per campare - ammette - ma il grande business è unaltra cosa, là si respira solo il cash». Il denaro. A Milano, Bros, si è fatto amici e nemici; piace molto allassessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi («è il nuovo Giotto»), un po meno al vicesindaco milanese, Riccardo De Corato; e sembra che sia stato condannato a pagare un risarcimento di 50 mila euro, dopo esser stato beccato dai vigili milanesi mentre «restaurava» via Pompeo Leoni: «Macchè - risponde - tutto finirà in una bolla di sapone». Chissà come prenderà il mega-graffito sul Tevere, lufficio Decoro Urbano del Campidoglio. Prossima meta? «Napoli» confessa Bros. E non è difficile immaginare quale sarà il tema: «La monnezza».
BENI CULTURALI - Il mercato ignora larte vera
Daniele Nicolosi, noto come Bros, un writer romano, ha creato un murale provocatorio a Roma, intitolato "No Gagosian, No Party", sul muraglione del Tevere in corrispondenza di ponte SantAngelo. Il murale è alto 3,5 metri e lungo 30 e recita il messaggio di protesta contro la mercificazione dell'arte e il business delle gallerie. Bros ha lavorato per 45 minuti per creare il murale e ha scelto la location per essere visto dall'alto. Il messaggio è chiaro: la mercificazione dell'arte è inaccettabile. Bros ha anche esposto le sue opere a Milano e sarà in una collettiva all'Auditorium Parco della Musica.
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