Demolire la struttura architettonica costruita attorno allAra Pacis? Il nuovo sindaco di Roma propone lidea e dice che la sottoporrà a referendum popolare. Si sa che il referendum è strumento ad alto rischio di populismo e che se se ne facesse uno per l'abolizione delle cattedre di filosofia verrebbe immediatamente vinto. Quindi maneggiare con cura lo strumento. In compenso demolire è innegabile segno di civiltà e non ve dubbio che per rendere l'Italia di domani di nuovo appetibile e quindi competitiva andrebbe demolita per un bel trenta per cento. Abbiamo con sollievo assistito alla demolizione del brutto ecomostro barese di Punta Perotti dopo quella di Punta Fuenti a Vietri, a quella di alcune case popolari torinesi e aspettiamo quella delle case effimere costruite dagli enti pubblici nelle periferie milanesi con predilezione criminale per luso dellamianto. Ma ce nest quun début e speriamo che la lista si possa rapidamente allargare a tutte le brutture che lordano il paesaggio più antropizzato con bellezze del mondo e più saccagnato dagli appetiti immobiliari negli anni recenti. Allannuncio dellExpo 2015 a Milano la Borsa ha registrato immediatamente un incremento di valore di tutte le azioni delle società immobiliari, cementizie e tondinare. La questione è quindi molto aperta. Non vorremmo dovere assistere ancora alla demolizione appena avvenuta dun albergone mai completato sulla tangenziale milanese e pagato con il sangue del contribuente in occasione dei Mondiali di calcio 90. Ma e proprio il caso di iniziare con ledificio progettato dallarchitetto Richard Meier per sostituire la teca che larchitetto Morpurgo aveva progettato negli anni 30? La teca di Morpurgo non era oggettivamente un gran che, una scatoletta di pietra e mattoni, polverosa sempre. IL Meier dialoga con tutta lelencazione di neoclassicismi che lo circonda, dalla chiesa settecentesca agli edifici del ventennio e si è trasformato in museo vero e proprio dove oltre allAra si possono vedere ben esposti una serie di ritratti romani coevi. E visitabile e visitato. Forse l'unico errore museologico è dovuto alla grande vetrata che obbliga il passato a dialogare con il traffico del lungotevere e non consente comunque di vedere dentro dal fuori perché fa specchio. Ma mi si dice che non fu voluto dallarchitetto bensì imposto dalla pubblica committenza e potrebbe essere rimediato con una tendone che restituirebbe quel senso di concentrazione extratemporale che sempre chiediamo al museo. Per giunta Meier è lunico razionalista che sispira, più che a Le Corbusier, a quel genio della linea pura che fu il Terragni della Casa del Fascio di Como. Ne riprende le linee e i ritmi e li sposa con la pietra di Roma, il travertino. E vera architettura, e prima di abbatterla ci si deve pensare a lungo. Non abbiamo mai abbattuto le architetture negli ultimi quindici secoli, le abbiamo solo trasformate. Abbiamo demolito invece i manufatti volgari. Quindi? Nel Tribunale di Milano è stato ribadito che il saluto romano era reato, in quanto caratteristica del Ventennio. Laltra caratteristica di quegli anni era Larchitettura. Che sia anchessa ancora reato La risposta ce la dà un piccolo fatto di cronaca letto ieri: la spiaggia di Capalbio, sede dei fasti vacanzieri della sinistra, sarà occupata militarmente dal prossimo ministro della Difesa, dice egli stesso con la sua storica ironia. In Italia lalternanza politica non prevede ancora lalternanza dei simboli, ma la damnatio memoriae come nellantica Roma. Siamo troppo vittime della nostra antropologia culturale e talvolta dal nostro folklore.
ROMA - Demolire la teca dell'Ara Pacis? No, è vera architettura
Il nuovo sindaco di Roma propone di demolire la struttura architettonica costruita attorno all'Ara Pacis e di sottoporla a referendum popolare. Il sindaco sostiene che la demolizione è un segno di civiltà e che l'Italia dovrebbe demolire il 30% delle sue strutture per diventare competitiva. Ha anche espresso il desiderio di demolire altri edifici considerati brutti, come l'ecomostro barese di Punta Perotti e le case popolari torinesi. L'annuncio dell'Expo 2015 a Milano ha registrato un aumento di valore delle azioni delle società immobiliari, cementizie e tondinare.
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