La mostra aperta alla Fondazione Memmo in Palazzo Ruspoli a Roma si intitola «Capolavori che ritornano». Il catalogo Skiraporta in copertina limmagine di una Venere e Amore di Giannantonio Pellegrini comprata un anno fa allasta Christies di Milano dalla Banca Popolare di Vicenza. In mano a un antiquario inglese era invece la Rebecca al pozzo di Jacopo Vignali, firmata e datata 1627, che vedemmo alla Biennale fiorentina del 2005. Ora questo gioiello del Seicento toscano più raffinato ed estroso è proprietà della Cassa di Risparmio di Prato e possiamo ammirarlo in Palazzo Ruspoli insieme ai Carlo Dolci e ai Livio Mehus, ai Dandini, ai Furini, agli Alessandro Rosi, ai Simone Pignoni che gli studiosiben conoscono perché fanno parte da molti anni della quadreria Cariprato. Nelle Sale di Palazzo Ruspoli, per lelegante allestimento di Ezio Frigerio, i curatori Isabella Lapi Ballerini e Fernando Rigori hanno messo insieme, con le opere di proprietà della Popolare di Vicenza e della Cassa di Risparmio di Prato, due pinacoteche: quella toscana con gli autori prima nominati, quella veneta con il Pellegrini di recentissimo acquisto ma, anche coni Bassano, con due Maffei straordinari, con la serie superba dei Giulio Carpioni, con Pietro Vecchia tenebroso, anamorfico e negromantico, con la Venere giacente di Sebastiano Ricci comprata sul mercato antiquario di Vienna nel 2006, con i Gaspare Diziani, con gli Zais, i Fontebasso, gli Zuccarelli, i Tiepolo. Le due collezioni, allestite secondo il gusto tipico delle quadrerie principesche di antico regime, rappresentano due scuole, quella veneta e quella toscana, fra XVII e XVIII secolo. Entrambe sono formate dai dipinti acquistati, nella stragrande maggioranza dei casi, negli ultimi venti, trenta anni. Spesso si tratta di opere fatte rientrare dallestero e offerte al pubblico godimento con lobiettivo di ricostruire il tessuto artistico, disperso in tempi lontani, di una città e di una regione. Capolavori che ritornano sono dunque i quadri esposti in Palazzo Ruspolí; "nostoi", in un certo senso, equiparabili alle opere illecitamente esportate che nei mesi scorsi il Quirinale ha ospitato dopo il recupero. Fa bene il ministro Rutelli a ricordarcelo, in apertura di catalogo. Ci sono anche dipinti celebri, nella mostra di Palazzo Ruspoli, di quelli che vengono prestati alle mostre internazionali e figurano in riproduzione nelle antologie e nei manuali. Per esempio il sublime Crocifisso di Giovanni Bellini (già Nicolini da Camugliano) della Cariprato, insieme alla Madonna col Bambino di Filippo Lippi e alla Incoronazione di spine di Caravaggio della stessa proprietà. Per esempio la Madonna del Buonconsiglio, sontuoso frammento della pala smembrata (1497) che stava nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca di Venezia e che ora è di proprietà della Popolare di Vicenza, acquisto del 1997. In questi casi i curatori hanno voluto isolare i capolavori chiamando a confronto opere coeve, dello stesso autore o comunque significative per la comprensione delloriginale. Così il Bellini di Prato ha accanto il Crocefisso della Galleria Corsini di Firenze. La Madonna col Bambino del Lippi si accompagna alla squisita tavoletta della Collezione Cini. La smembrata pala del Buonconsiglio è testimoniata, grazie a un prestito arrivato dallAccademia di Venezia, dallaltro pezzo superstite raffigurante i santi Benedetto Tecla e Damiano. Lautografia caravaggesca della Incoronazione di spine è avvalorata dal confronto con il dipinto di analogo soggetto e di alta qualità che viene da una chiesa di Genova e che Piero Donati ha scoperto e studiato. Come mai - ci si chiederà - i tesori di due banche geograficamente così lontane stanno insieme nella stessa mostra? La ragione è molto semplice. Oggi Cariprato è proprietà della Popolare di Vicenza di Gianni Zonin. È uno degli istituti di credito partecipati dalla banca che ha la sua sede in Palazzo Thiene, la più bella dimora di città concepita da Andrea Palladio. Viviamo in tempi di fusioni bancarie. Il fenomeno è destinato a crescere e non è senza costi. Cè il rischio che le ragioni aziendali offuschino lidentità dei singoli istituti, mortificandone le tradizionali politiche culturali nel territorio. Visitando la mostra di Palazzo Ruspoli, consola accorgersi che nella fusione di Vicenza con Prato questo non è accaduto. Si compra un Vignali per la quadreria della città toscana, così come si compra un Pellegrini per Palazzo Thiene. Luna e laltra banca hanno saputo preservare i valori preziosi del localismo e della memoria storica.
BENI CULTURALI - Fusione di capolavori
La mostra "Capolavori che ritornano" si tiene alla Fondazione Memmo in Palazzo Ruspoli a Roma. Il catalogo presenta opere d'arte acquistate negli ultimi venti anni, tra cui una Venere e Amore di Giannantonio Pellegrini e una Rebecca al pozzo di Jacopo Vignali. Le opere sono provenienti dalla Banca Popolare di Vicenza e dalla Cassa di Risparmio di Prato. La mostra è allestita con le opere di proprietà di queste banche e di altre istituzioni, tra cui la Cariprato. Le due collezioni presentate rappresentano le scuole veneta e toscana del XVII e XVIII secolo. La mostra è un tentativo di ricostruire il tessuto artistico di una città e di una regione.
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