Quindici. A dieci anni di distanza, il dramma è ancora soto gli occhi. I segni sulle case, l'espressione della gente al ricordo, l'aria che si respira. Il paese rimane ancora sventrato nel centro storico, così come la gente è ancora colpita dalla tragedia: 11 vittime, più di 100 miliardi di lire spesi per la bonifica, oltre 60 famiglie che hanno deciso di lasciare la propria casa danneggiata dalla frana ed il centro storico (Casamanzi) rimasto così, sventrato, e da riqualificare. Ed in più gli operatori della protezione civile del comune che non sanno qual è il proprio futuro e la gente che spera ancora nella ricostruzione. Molto è stato fatto, tanto deve essere ancora fatto. Frase storica di ogni emergenza, anche oggi che di emergenza non si tratta più. L'ordinanza del governo Prodi chiude la fase straordinaria, lasciando le competenze ordinarie ad un settore specifico della Regione Campania. I dati, le cifre. In dieci anni sono stati canalizzati tutti i bacini e realizzate quattro vasche di contenimento: 60 milioni di euro spesi per questi strumenti definiti di «difesa passiva». In itinere di spesa ancora 4 milioni, tra la rifinitura dei valloni Connola e Cantarelle. Con queste due opere, la messa in sicurezza sarebbe definitiva. Uno scrupolo, poi, realizzare un vecchio progetto in zona montana, sui versanti delle frane: la sagomatura delle pendici con interventi di ingegneria naturalistica: 30-40 milioni di euro di lavori, per ora accantonati. Poi si vedrà. E poi ci sono quelle 60 famiglie che hanno deciso di lasciare Quindici, perchè la frana ne aveva reso inabitabile la casa. Sei i milioni di euro per ora spesi, e quartieri come CasaManzi, CasaTrione e CasaAmelia, quelli colpiti dalla frana del 5 maggio, ormai spopolati. Oggi si aspetta ancora la riqualificazione di Casamanzi, una cinquantina di case, la maggior parte abbandonate. Il quartiere per buona metà sventrato dal fango: 380 mila euro il finanziamento complessivo stanziato, che servirà a farlo diventare un simbolo della nuova Quindici. Un grande spazio verde con attrezzature da svago e parcheggio. Tra qualche mese (presumibilmente a giugno) dovrebbero partire i lavori, tra abbattimento e modellature. Ma quello che preme di più è la ricostruzione. Case danneggiate ma non abbandonate. È possibile risistemarle. Sono 50 le famiglie che aspettano e che oggi dimorano in altri edifici. Un intervento, questo, molto incisivo. Dal punto di vista economico ed urbanistico. Stimati quasi 25 milioni di euro per i lavori che ridarebbero una vivibilità diversa, migliore alla cittadina irpina. Ma oggi con i tempi burocratici, molti sono abituati ad aspettare. O meglio a dover aspettare. Perciò qualcuno auspica che con la fine dell'emergenza, di questi lavori possa essere competente il Comune. Così ci vorrebbero pochi anni per chiudere definitivamente tutto. Quello stesso comune dove lavorano da dieci anni, 9 tecnici, specializzati per la prevenzione delle frane e convenzionati grazie alla Regione Campania e le ordinanze governative di emergenza. Da oggi non sanno più quale sarà il loro futuro. Sembra proprio che il governo si sia dimenticato di loro, delle loro famiglie e principalmente del lavoro svolto e della competenza acquisita sul campo.
CAMPANIA - Quindici, continua l'attesa della rinascita
In dieci anni dalla frana del 5 maggio, il paese di Quindici rimane ancora sventrato e colpito dalla tragedia. 11 persone sono morte e oltre 100 milioni di lire sono stati spesi per la bonifica. 60 famiglie hanno deciso di lasciare la propria casa danneggiata. Il centro storico è stato danneggiato e richiede una riqualificazione. Gli operatori della protezione civile del comune non sanno più quale sarà il loro futuro. I dati mostrano che sono stati canalizzati tutti i bacini e realizzate quattro vasche di contenimento, con un costo di 60 milioni di euro. Inoltre, sono stati accantonati 30-40 milioni di euro per la sagomatura delle pendici con interventi di ingegneria naturalistica.
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