Castellammare. Il degrado del centro antico entra anche nelle chiese dei quartieri più vecchi della città stabiese. Dalla Cattedrale (che dopo il crollo di alcuni calcinacci, qualche settimana fa, nella navata centrale ancora aspetta le reti di contenimento della Sovrintendenza, in vista anche della festa di maggio del santo Patrono) alla cappella del Santissimo Crocifisso e Nome di Maria con un solaio sempre più a rischio caduta. A lanciare l'allarme, lo stesso parroco della chiesa madre, don Ciro Esposito. «Per la chiesetta di Caporivo, il vero problema - ha spiegato il sacerdote stabiese - è capire prima di chi è la proprietà per poter intervenire con lavori di adeguamento adatti al recupero del soffitto dello storico edificio risalente addirittura al 1631. Intanto stiamo ancora aspettando i lavori per mettere in sicurezza la nostra straordinaria Concattedrale, mentre diciamo messa fra le transenne-ha concluso don Ciro - e a giorni dobbiamo organizzare le celebrazioni per san Catello». Da una denuncia all'altra. Continua la raccolta di firme del popolo delle libertà per dire no al degrado dei rioni più fatiscenti della città delle acque. Lo racconta il promotore dell'iniziativa, Antonio Sicignano, presidente del Circolo berlusconiano locale. «In una giornata abbiamo raccolto oltre quattrocento firme - ha spiegato l'esponente politico - i cittadini dei vari rioni, da Caporivo a santa Caterina, vivono nell'emergenza quotidiana, e sonon stanchi di aspettare».
CAMPANIA - Castellammare. Il degrado del centro antico entra anche nelle chiese dei quartieri più vecchi della città stabiese.
Il centro antico di Castellammare è in stato di degrado, con le chiese dei quartieri più vecchi a rischio di crollo. La Cattedrale e la cappella del Santissimo Crocifisso e Nome di Maria sono state segnalate come problemi. Il parroco don Ciro Esposito ha lanciato l'allarme e ha richiesto interventi per il recupero del soffitto delle chiese storiche. Intanto, la raccolta di firme per dire no al degrado dei rioni più fatiscenti della città continua, con oltre 400 firme raccolte. I cittadini dei vari rioni vivono nell'emergenza quotidiana e sono stanchi di aspettare interventi.
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