Pompei, si contano i danni. Gli imprenditori: aspettavamo quindicimila persone, è stata una rovina Le aspettative dei ristoratori puntavano sull'arrivo a Pompei di quindicimila turisti che, dopo la visita agli scavi, sarebbero rimasti a pranzo nei loro locali. I quindicimila stranieri sono arrivati, ma sono ripartiti immediatamente dopo aver trovato i cancelli del sito archeologico sbarrati. I mancati incassi, l'incremento del personale e l'acquisto di una grande quantità di prodotti alimentari freschi non conservabili hanno fatto registrare agli operatori una perdita di centinaia di migliaia di euro. «Ci aspettavamo il pienone - ha detto rammaricato il noto imprenditore turistico Polisto Amitrano - uscivamo da un flop pasquale che ha messo in ginocchio i nostri guadagni. Puntavamo su un primo maggio per salvare, in parte, una stagione turistica nero. Invece, con la chiusura degli scavi, abbiamo registrato un ulteriore danno economico gravissimo. Per non parlare, poi, del danno d'immagine che la città e la Campania hanno avuto». Per gli imprenditori, i cui interessi economici gravitano intorno al business della città sepolta, il primo maggio, è stato un giorno da dimenticare. «Di fronte a fatti di tale gravità - continua Amitrano - mi rendo conto che tutti i sacrifici che un imprenditore onesto pone in essere, per investire in un rilancio della propria attività e per offrire servizi sempre più all'avanguardia, sono vani. Basta la chiusura dell'area archeologica più conosciuta al mondo per fra crollare tutti i nostri sforzi». È un giorno da dimenticare, anche, per l'amministrazione comunale che, con le associazioni degli albergatori e dei commercianti, sta mettendo a punto un pacchetto «interessante» per convincere i turisti a pernottare a Pompei per almeno due giorni. «Il danno d'immagine c'è stato e sarà difficile recuperare la fiducia dell'opinione pubblica in tempi brevi», sottolinea l'assessore comunale al turismo, Giovanni Fusco. «Gli sforzi che stiamo compiendo, per un rilancio turistico, sono tanti. Abbiamo fatto una figura poco edificante nel far trovare, a sorpresa, un monumento chiuso. Questo ha messo in serio pericolo la credibilità della nostra città in materia di offerta. Speravamo di partire dal primo maggio per recuperare alla grande lasciandoci alle spalle una stagione turistica nera. Così, purtroppo, non è stato. Non è, comunque, colpa dell'amministrazione comunale se avvengono fatti di tale gravità. Non rientra nei nostri compiti istituzionali, infatti, interferire nella gestione di altri enti. Noi possiamo solo far sentire il nostro dissenso su scelte che vanno contro la logica del rilancio turistico e che vanificano il nostro continuo impegno. Comprendo le esigenze dei lavoratori, però, specialmente in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, dobbiamo recuperare un'immagine che abbiamo perso e la si recupera, solo, facendo dei sacrifici ognuno nella propria parte». L'assessore al turismo anticipa alcune iniziative che, l'amministrazione, sta ponendo in essere con l'Adap e l'Ascom. «Il pacchetto turistico pone sul piatto delle offerte interessanti per incrementare la sosta in città per più di una serata. Le opzioni sono diverse: ingresso o visitata guidata gratuita agli scavi archeologici; un tour notturno gratuito nella Pompei archeologica o una passeggiata a cavallo che possa rasentare gli scavi». Più offerte, dunque, per favorire un turismo di sosta e combattere il turismo «mordi e fuggi». Bisogna, però, fare i conti con le chiusure inaspettate della città sepolta che ogni anno conta tre milioni e mezzo di turisti.