L' architettura è un' arte civica e in quanto tale, come tutte le arti, è espressione del pensiero creativo. In una democrazia, l' architettura è il dischiudersi di possibilità inventive, culturali, sociali e funzionali conseguite con materiali sostenibili e proporzioni perfette, plasmate nella luce. In un' epoca di globalizzazione, ho sempre cercato di resistere all' appiattimento e all' omogeneizzazione dell' architettura generata dal software del computer, cercando invece di concentrarmi sul modo in cui gli edifici possano diventare più umani, più individuali, istituire una relazione più fisiognomica con il loro contesto e diventare maggiormente parte di una comunità. Solo un' architettura realmente democratica può portare all' emancipazione dell' individuo e all' affermazione di una comunità multiculturale: sentimentalisti senz' anima e tecnicisti senza cuore non contribuiscono ad arricchire le nostre vite. Molti anni fa, mi trasferii dall' America a Milano, non per trovare un lavoro, ma per amore di questa città. Avevo iscritto i miei figli alle scuole pubbliche (tanto che spesso parlano ancora correntemente italiano tra loro!) e mia figlia nacque qui. Vivendo a Milano, mi immergevo nelle strade, nei cortili, nelle vedute poetiche della città, ne assorbivo la sua luce e ne sentivo la miriade di sottili inflessioni della vita di ogni giorno, che lasciavano e continuano tuttora a lasciare tracce su quella affascinante tela rappresentata dalla città e dai suoi abitanti. Qualcuno potrebbe ritenere ironico che una persona proveniente dall' estero possa identificarsi così profondamente con una città. Credo tuttavia che quella mia esperienza di «straniero» possa contribuire ad apportare nuovi contenuti per l' innovazione della cultura della città. In questo risiedono lo spirito e il carattere storico e metropolitano della cultura dell' Italia del Nord. L' identità di Milano come centro di una sua propria cultura è emblematica di Filarete e di Leonardo da Vinci, di Umberto Boccioni come di Aldo Rossi. La matericità del Castello Sforzesco, le ricerche scientifiche di Leonardo, le dinamiche di movimento di Boccioni e le sorprendenti e imprevedibili analogie di Rossi sono immancabilmente inscritte nei miei progetti per Milano. A mio parere, l' architettura va ben oltre la tecnologia: ogni edificio è uno strumento per raccontare una storia, per parlare di altro oltre che di se stesso. In questo senso anche ogni mio edificio è una narrazione del passato e del futuro, alla ricerca continua del presente come continuità creativa nel tempo. Ma ancora di più, gli edifici sono incarnazione dei sogni e delle aspirazioni che formano non solo la dimensione «orizzontale», ma anche quella «verticale» della vita. In queste dimensioni culturali che racchiudono il cuore umanistico della città devono risuonare la varietà e la creatività dell' anima contemporanea. Quale altra città al mondo avrebbe potuto risvegliare il cuore di Marinetti e commuovere l' anima di Sant' Agostino? Quella è la «porta aperta» di Milano, quella è ciò che la rende metropoli d' Europa e del mondo e che la rende degna sede dell' Expo. CityLife è uno sviluppo dell' ex quartiere FieraMilano ricco di immaginazione e insieme pragmatico: celebra la magnifica città giardino sostenibile del XXI Secolo promuovendo un nuovo stile di vita cittadino dove lavoro, abitazione, cultura, tempo libero e natura convivono armonicamente. In questo contesto, la forma della torre da me progettata ha come obiettivo una riduzione del consumo energetico, con la sua curvatura in grado di farsi ombra da sola. Inoltre l' uso organico dei materiali, la loro robustezza e la cura nell' esecuzione confermeranno quei criteri che sono stati da sempre la firma dell' architettura di Milano nel corso di quasi due millenni. Lo stesso vale per le residenze e per il museo, e per ogni costruzione di questo luogo unico che sarà CityLife. Ma la curvatura della torre ha ben altra identità, ispirandosi al progetto della cupola proposta da Leonardo per la copertura del tiburio dell' erigendo Duomo di Milano. Ogni torre di CityLife, unica in sé, è infatti in relazione con le altre secondo uno schema armonico che si rifà a quel progetto. Questa cupola non fu mai realizzata, ma non per questo deve essere intesa come un banale riferimento ad un progetto del passato. La cupola nel suo profondo significato, è la visione architettonica che trasforma, contemperandola, la tradizione medievale e religiosa in quella rinascimentale e umanistica. Così Leonardo ci svela - anche se in un progetto non realizzato - un modo di progredire dando al futuro una «intelaiatura» del passato e instillando contemporaneamente nel passato una possibilità inattesa e senza precedenti. Nulla di meno ci si aspetta da Milano che avrà uno skyline unico e originale come in nessun' altra città del mondo! Milano assume significati diversi a seconda dell' altezza dei suoi edifici, così le torri partecipano ad una ricchezza tridimensionale della città. La caratteristica unica delle Torri di CityLife sta nell' essere un continuum con la storia delle torri milanesi, da quella del Filarete, a quella di Gio Ponti e di Ernesto Nathan Rogers. La differenza tra Milano e le altre città europee è che ogni torre di Milano è plasmata da un' idea anziché da una tipologia. La città mantiene infatti la sua memoria non nelle immagini conservate nei suoi archivi, ma negli spazi reali il cui genius loci non si può sostituire. Il progetto per la torre curva solleva la superficie dell' ex Fiera e la porta verso l' alto unificandola in una composizione fatta di ecologia, storia e innovazione: una Torre che anche il Time Magazine ha definito come una delle più innovative da anni. Il confronto sull' architettura di Milano per sostenere le alte ambizioni dei milanesi ha bisogno di essere fondato su un aperto spirito di dialogo: le forti emozioni suscitate da questo dibattito danno prova di come tutti amino Milano. CityLife e gli altri nuovi progetti sono un autentico esempio della continuità dello spirito e della poesia di Milano, nonché dell' opera degli architetti contemporanei che vi hanno lavorato, come Aldo Rossi, Vittorio Gregotti, Massimiliano Fuksas e Renzo Piano. L' Expo è la grande opportunità per cittadini, politici, architetti, designer e per il mondo degli affari di poter collaborare insieme per una società civile del XXI secolo. E sono certo che questa straordinaria opportunità a Milano non andrà sprecata.
ARCHITETTURA - Libeskind: la mia torre ispirata al Duomo disegnato da Leonardo
L'architetto descrive la sua esperienza di vita a Milano, che lo ha reso profondamente legato alla città. Egli cerca di resistere all'omogeneizzazione dell'architettura generata dal software del computer e di concentrarsi sul modo in cui gli edifici possano diventare più umani e individuali. L'architetto sostiene che l'architettura va ben oltre la tecnologia e che ogni edificio è uno strumento per raccontare una storia e parlare di altro oltre che di se stesso. Egli propone un progetto per CityLife, un nuovo sviluppo dell'ex quartiere FieraMilano, che celebra la magnifica città giardino sostenibile del XXI secolo promuovendo un nuovo stile di vita cittadino.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo