ROMA - I Beni Culturali a Sandro Bondi? Ok, no problem. Così sarà. Per la gioia, fa gli altri, della mamma toscana che, da Fivizzano, ha fatto sapere: «Fin da piccolo, Sandro ha sempre avuto un libro in mano». Quindi, come dice Berlusconi, «un uomo di equilibrio e di cultura, qual è Sandro, in quel ministero va benissimo». Cè però un umanissimo problemino: Bondi ha paura di prendere laereo. Lo sanno tutti e lui è il primo a non negare questo piccolo particolare. E allora, quando dovrà volare a Tokio, per inaugurare una mostra sul Medioevo o sul Rinascimento Italiano, come fàrà il buon Bondi? Andrà a tartare nei manoscritti di Leonardo da Vinci, o di qualche altro genio e inventore di tanti secoli fa, prima che fosse stato inventato lapparecchio con le ali, come si fa recarsi dallaltra parte del mondo con il mezzo più sicuro, anche se lento? E per andare in Cina, userà i mezzi di locomozione con cui viaggiò Marco Polo? Sandro, quando ad esempio è andato in America, lo ha fatto con la nave. E se deve tenere un comizio nel Profondo Nord o nel Profondo Sud dellItalia, si fa portare in auto. Ora, nella scelta della squadra da portarsi ai Beni Culturali, Bondi sa che su un punto non può sbagliare: serve gente molto... volatile. Pronta talvolta a immolarsi al suo posto, quando si tratta di andare lontano a rappresentare il ministero. Però, la paura bondiana (che non è certo quella di James Bond) per laereo può anche essere un vantaggio per la patria. Sarà un ministro sempre con i piedi per terra e mai con la testa fra le nuvole.