Nulla vieta di spostare un monumento. Lo dice il soprintendente ai beni architettonici della Lombardia, Alberto Artioli, dando un ipotetico via libera alla proposta di ricollocare in piazza Cavour la fontana di Camerlata. Ipotetico, perché - a detta dello stesso Artioli - il trasloco porrebbe problemi tecnici di difficilissima soluzione: lopera di Cattaneo e Radice, infatti, ha unanima di metallo che non si può smontare. Il progetto di traslocare la "fontana dei cerchi" era stata presentato dallarchitetto Giuseppe Pierpaoli nel 1983, per conto del Rotary Baradello. E ora torna in auge - ieri abbiamo dedicato una pagina al tema, con un intervento di Alberto Longatti corredato della relazione di Pierpaoli e di quella di Cattaneo e Radice - in seguito allintenzione espressa dal sindaco di ultimare una volta per tutte leterna incompiuta piazza Cavour in vista dellExpo 2015. Le razioni non si sono fatte attendere. «Ritengo che la fontana debba rimanere in piazza Camerlata perché è stata progetta per quel posto - afferma lex ingegnere capo di Palazzo Cernezzi Clemente Tajana. «Non capisco - aggiunge - perché debba essere spostata. Povera Camerlata: è già così conciata! Bisogna fare esattamente il ragionamento a rovescio: lasciare la fontana lì e recuperare lambiente circostante. Non ha senso depauperare la piazza portandole via lunica cosa bella che le resta. E poi non lo permetterebbe la soprintendenza, visto che si tratta di un monumento vincolato...». Invece, a sorpresa, Artioli smentisce: «Sarebbe possibile spostarla - afferma -, considerando che si tratta di una copia fatta negli anni 60 e non delloriginale di Cattaneo e Radice, esposta nel 36 alla Triennale di Milano e poi smantellata». Pur confermando che lopera è «da considerare vincolata poiché di interesse storico-artistico», e riconoscendoche «non sarebbe male rispettare la collocazione originaria pensata dagli autori», il sovrintendente sposa le motivazioni di chi ha proposto il trasferimento: «Ora è un po mortificata, perché piazza Camerlata è diventata una rotatoria. Darle unambientazione più fruibile, sarebbe un vantaggio». Come spostarla? Questo è il problema. «Non credo che si possa trasportare come pezzo unico - osserva Artioli - e per smontarla bisogna dissaldare le travi in ferro allinterno. Più che di trasloco parlerei di demolizione e ricostruzione». Segue il dibattito anche il sindaco Stefano Bruni, che nei giorni scorsi aveva addirittura proposto di costruire una piramide di vetro in piazza Cavour: una provocazione per spronare i comaschi a proporre idee innovative in vista dellExpo. «Facciamo uscire le idee - afferma il primo cittadino -, poi ci sarà un comitato che si occuperà di selezionare quelle più brillanti, da portare al tavolo milanese». Ma a lei piacerebbe vedere la fontana di Camerlata nel "salotto buono" della città? «Non sono in una posizione tale da potermi esprimere», risponde il sindaco. Lo farà Daniel Libeskind, il grande architetto cui intende affidare la supervisione dei progetti comaschi per lExpo? «La sua collaborazione è tutta da inventare - precisa Bruni. Per adesso ha dato al disponibilità di massima, lo incontrerò a metà maggio».