(l. a.) Amministratori pubblici e imprenditori privati intorno allo stesso tavolo per salvare e rilanciare il complesso Papadopoli. La proposta - appello arriva dal consigliere cenedese di Forza Italia Michele Toffoli, che chiama a raccolta le "forze produttive" della città per dare un futuro a un bene il cui rilancio sembra sempre più impantanato, tra investitori che fuggono per la lentezza della politica (in municipio si attende ancora il via libera al piano d'area) e vincoli della Sovrintendenza. Non è un caso se ormai da mesi non si sente più parlare del Papadopoli. "E allora chiamiamo a sedersi attorno a un tavolo gli amministratori e gli imprenditori vittoriesi" propone Toffoli, che così spiega il suo appello: "Diversi privati, soprattutto del settore del mattone ma non solo, hanno dato ma anche avuto tanto dalla città: si pensi ai molti lavori, anche recenti, di restauro e riqualificazione di siti storici e nuove costruzioni. Ecco perché alcuni di loro potrebbero dare vita, insieme all'amministrazione comunale, a un project financing per realizzare nel parco e nella villa Papadopoli di Ceneda qualcosa che poi dia un ritorno sia a loro che alla città". Con questa idea, sostiene infatti Toffoli, "il Comune non alienerebbe il complesso Papadopoli, ma gli darebbe nuova vita insieme ai privati, creando magari il più volte annunciato centro wellness che troverebbe nel cuore del centro storico cenedese una cornice invidiabile". Quali imprenditori potrebbero (o dovrebbero) sedersi al tavolo con il Comune? "Intanto bisogna fare gli inviti, poi vedremo chi accetterà. Mi vengono in mente industrie radicate nel territorio vittoriese come Permasteelisa o Tegola Canadese, ma anche imprenditori più strettamente legati al restauro e alla costruzione di immobili, come Camerin, Tonon e altri ancora. Visto l'impasse nel quale si è cacciato il complesso Papadopoli, un'alleanza tra pubblico e privato sarebbe molto utile per dare una nuova spinta al rilancio di Ceneda e dell'intera città" sostiene Toffoli, già impegnato insieme ad Aldo Bianchi e a un gruppo di negozianti nel tentativo di movimentare la stasi del commercio nel centro storico.