Inaugurato in pompa magna nel 2000, nel 2002 fu sfrattato. Chi l'ha più visto? L'ODISSEA DELLE TERME Quel pasticciaccio brutto delle Terme Rosellane s'arricchisce dell'ennesimo imbarazzante capitolo. Dopo la tragicomica vicenda dell'acqua calda venduta due volte a due diversi imprenditori, e mentre il progetto del grande polo termale arranca nella palude degli espropri mai ultimati, ecco spuntare dal recente passato anche l'incredibile vicenda dell'Infopoint: il punto di informazione per i turisti creato con fondi europei e soldi comunali nell'edificio delle antiche Terme Leopoldine, inaugurato in pompa magna dal sindaco Alessandro Antichi il 9 ottobre del 2000, dotato via via di costosi arredi, libri e materiali promozionali, e infine chiuso d'autorità giusto due anni dopo - nell'ottobre 2002 - con un ordine di trasloco improvviso e immediato verso una destinazione che avrebbe dovuto essere individuata in tempi brevissimi ma che a tutt'oggi, passati sei anni, resta ignota. Nell'Italia dei grandi sprechi qui, tutto sommato, si parla di "briciole": un centinaio di migliaia di euro o poco più praticamente gettati al vento. Ma la vicenda è a suo modo esemplare, e per più motivi. In primo luogo perché fotografa le curiose modalità con le quali è stata gestita in molti suoi aspetti la partita delle Terme di Roselle, nella quale si contano più annunci trionfali che risultati concreti. Poi perché in una città che nel 2008 lamenta (con roventi polemiche) l'assenza di uno sportello informativo per i turisti, l'idea di aver buttato all'aria uno sportello già esistente e finanziato lascia quantomeno sbigottiti. Infine perché qui si racconta di fondi europei - denaro pubblico, insomma - ottenuti per uno scopo specifico poi allegramente tradito. Soldi europei. Tutto comincia il 18 maggio 2000. Quel giorno la giunta Antichi approva il progetto «di utilizzazione delle Terme Leopoldine di Roselle come Centro Servizi Turistici, e di costituzione di un "Information Point" a Marina di Grosseto». Costo dell'operazione, 300 milioni di lire: 121 a carico del Comune, il resto dall'Europa. Nel luglio del 1997, infatti, la Regione Toscana ha approvato il Piano di Azione Locale per la redistribuzione al territorio di risorse comunitarie erogate con la misura "Leader II". Nel Grossetano il compito di scegliere i progetti su cui indirizzare le risorse viene affidato al Gruppo di Azione Locale "Consorzio Qualità Maremma", il quale a sua volta individua in Grosseto Sviluppo spa il soggetto attuatore dell'intervento specifico denominato "Servizi di accoglienza turistica". Grosseto Sviluppo, dunque, anticiperà le somme necessarie ad attivare i vari progetti compresi nell'intervento di sua competenza, per poi riprendersele, parte dai fondi europei e parte dai soggetti locali. Soggetti come il Comune di Grosseto, appunto, che vuole utilizzare queste risorse per gli Infopoint. Soprattutto per quello di Roselle, che sarà molto più di un semplice sportello. Dotazione ricca. La location, infatti, è sontuosa. Dopo quindici anni di lavori costati 850 milioni di lire, proprio a fine 1999 riapre - restaurato - l'edificio delle antiche Terme Leopoldine: con la sua struttura storica e la suggestiva vasca termale circolare, un biglietto da visita eccellente per i turisti alla scoperta di Roselle e di Grosseto. E allora ecco che - oltre al punto informazioni - il Centro servizi turistici delle Terme Leopoldine viene dotato di una sala per esposizione e degustazione di prodotti tipici e, a cura della cooperativa che lo prende in gestione, di un noleggio biciclette. Gli uffici, sui due piani, sono dotati di arredi e strumentazioni (fax, stampanti, video etc) di ottima qualità, acquistati con i soldi (più di 77mila euro) versati da Grosseto Sviluppo nell'ambito del progetto Leader II. Inaugurazione trionfante. Il giorno dell'inaugurazione, benedetta dall'allora vescovo Babini, vi si possono ammirare anche mostre di fotografia e di artigianato locale. «Questa - dice nell'occasione Alessandro Antichi - è una tappa nella riscoperta del passato e del futuro di una frazione che fino a pochi anni fa era completamente dimenticata e che ora si candida autorevolmente a diventare il centro turistico della città». Due anni e addio. Giornata memorabile, insomma. Della quale però si perde in gran fretta la memoria. Perché se nel 2001 il Centro funziona, già nel 2002 - giusto due anni dopo il taglio del nastro - quella stessa giunta che lo aveva così fortemente voluto decide, d'improvviso, di chiuderlo: è del 22 ottobre 2002 la delibera che «sospende temporaneamente fino alla realizzazione della nuova sede l'attività del Centro Servizi Turistici già allocato presso l'edificio delle Terme Leopoldine». Arriva l'Ati. Perché? Perché nel frattempo si è chiuso il bando per la costruzione del ciclopico polo termale rosellano. Un affare, questo, da decine di milioni di euro. Il 13 agosto 2001 una Associazione temporanea d'imprese (Ati) si aggiudica il futuro Parco termale, compresa la gestione «dell'edificio storico denominato Terme Leopoldine». Contributo a rischio. E qui si apre un primo problema. I soldi europei con cui si è arredato l'Infopoint nelle Terme Leopoldine sono vincolati: sono stati cioè erogati per attivare e mantenere un Centro servizi turistico a Roselle, e tutto ciò che con quel denaro è stato acquistato per almeno sei anni deve essere utilizzato a quello scopo. Altrimenti bisognerebbe restituire la somma, o si rischierebbe di essere denunciati per il reato di "distrazione di fondi europei". Dunque delle due l'una: o ha sbagliato chi ha concesso in gestione le Terme Leopoldine all'Ati, oppure ha sbagliato chi nelle stesse Terme Leopoldine ha voluto inaugurare un Infopoint comunale sapendo che poi che l'edificio sarebbe stato affidato a privati. Accordi e dietrofront. Tuttavia il problema sembra risolto "bonariamente". Il 19 settembre 2001, infatti, il presidente dell'Ati chiede le Terme Leopoldine (da destinare a sede operativa della società), ma si dice disponibile a tenere attivo, a spese dell'Ati, il servizio comunale per i turisti, lasciandone la gestione alla cooperativa già convenzionata con il Comune. Proprio in considerazione di questa disponibilità, il 20 novembre 2001 la giunta comunale ratifica il passaggio della struttura all'Ati. La quale, a sua volta, si accorda con la cooperativa per dividere gli spazi e utilizzare in subconcessione gratuita mobilio e strumentazioni presenti, di proprietà di Grosseto Sviluppo. La sopravvivenza del Centro servizi turistici, insomma, pare garantita. E invece no. Qualcosa s'inceppa. Tanto che il 4 settembre 2002 si convoca una conferenza di servizi, dalla quale dirigenti del Comune e Ati escono con un nuovo accordo, non scritto: l'Ati avrebbe continuato ad avvalersi della cooperativa per la gestione dell'Infopoint, ma giusto il tempo necessario a costruire un'altra sede per i servizi turistici nel parcheggio progettato a ridosso degli scavi di Roselle. Insomma, lo sportello delle Terme Leopoldine è comunque destinato a chiudere. Ma l'Ati lo vuole chiudere subito. E pochi giorni dopo, ricevendo le chiavi dell'edificio, fa retromarcia e dichiara di non avere intenzione di continuare a gestire l'Infopoint, invitando anzi il Comune a sgomberare quanto prima i locali. Gli uffici tremano. La faccenda a questo punto si fa seria. Il 7 ottobre 2002 un rapporto riservato degli uffici all'amministrazione sottolinea che il Comune rischia di dover chiudere l'Infopoint (e restituire il contributo europeo già ricevuto), oppure di doverlo trasferire. Lo stesso rapporto suggerisce di rimediare subito acquistando una casetta prefabbricata da piazzare di fronte alle Terme Leopoldine, per trasferirvi il Centro servizi turistici. Ma il tempo stringe. Sfratto immediato. Il 22 ottobre 2002 la giunta prende atto della volontà dell'Ati e delibera la sospensione immediata delle attività dell'Infopoint e lo sgombero delle attrezzature dai locali, il tutto informando Grosseto Sviluppo che delle attrezzature è proprietaria. Inoltre incarica gli stessi uffici di avviare le pratiche per l'acquisto del prefabbricato "alternativo". Due giorni dopo il direttore generale del Comune, Alessandro Capitani, invia una nota agli uffici competenti: cinque giorni di tempo «per lo sgombero completo dei locali». Il termine è perentorio, la sede alternativa non c'è, la frittata diventa pasticcio. Il caos. Le attrezzature costate quasi 100mila euro vengono prelevate in fretta e furia e depositate (come recita un'altro rapporto riservato) «in modo assolutamente inadeguato e precario presso un capannone rurale dell'Azienda il Terzo». Ma pure il capannone non basta, e dunque parte della roba resta ammassata in uno dei camion della ditta che ha effettuato il trasloco. Sono ore frenetiche, nelle quali i vari uffici scrivono ai dirigenti spiegando che quel materiale, così, rischia di andare danneggiato e perduto, e che nessuno intende assumersene la responsabilità. L'aut aut di Grosseto Sviluppo. Il 13 novembre Grosseto Sviluppo, informata degli avvenimenti, chiede al Comune di riattivare subito il Centro servizi alle Terme Leopoldine, o in alternativa di restituire il contributo, 77mila e 500 euro. Il 19 novembre la ragioneria comunale comunica che i soldi per l'acquisto del prefabbricato (60mila euro) non ci sono. Si cominciano a ipotizzare altre soluzioni, ma intanto l'Infopoint è smantellato. Le Terme Leopoldine diventano sede operativa dell'Ati (che di fatto mai opererà) e sulla vicenda cala il sipario del silenzio. La giunta rassicura. Se ne tornerà a parlare pubblicamente, un'ultima volta, tra gennaio e marzo 2003. Quando, in risposta a un'interrogazione del consigliere comunale Cambri, l'allora assessore alle attività produttive, Gabriele Bellettini, spiega che l'Infopoint riaprirà a breve «nei locali della biglietteria all'entrata del parco archeologico». Soluzione provvisoria perché, ribadisce il suo collega Luigi Colomba (patrimonio), l'Ati s'è impegnata a realizzare - sempre agli scavi - una sede definitiva e nuova di zecca. Serve solo un po' di pazienza, assicurano entrambi. La morale? Nulla. La pazienza, ai grossetani, non è mancata. Ma ad oggi (sei anni dopo) l'Infopoint - come il Parco termale - non c'è. Né alle Terme Leopoldine né altrove, in città. E la biglietteria degli scavi, nel maggio 2007, risultava priva di servizi ad hoc, dotata di strutture (telefoni e computer) vecchi e sempre in tilt. E le preziose attrezzature comprate con i soldi europei? Boh! A quanto sembra volonterosi dipendenti e funzionari comunali, un pezzo alla volta sono andati a recuperare tutto dal capannone del Terzo, redistribuendo le cose utili nei vari uffici del Palazzo. Lodevole. Ma l'Europa i soldi non li aveva mica dati per questo...
Il Tirreno
4 Maggio 2008
GROSSETO.La strana storia dell'Infopoint apri e chiudi
EM
Emilio Guariglia
Il Tirreno
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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