La chiusura della Reggia di Caserta decisa per il primo Maggio dal Ministero dei Beni Culturali ha rappresentato per il settore del turismo, della ristorazione e del terziario un duro colpo economico. Francesco Marzano è già stato responsabile di Confindustria Caserta del settore Turismo, ed è oggi titolare di una delle agenzie di Tour Operator più attive del capoluogo. La chiusura del primo maggio è un episodio isolato o rappresenta il sintomo di un sistema, quello che riguarda il turismo, malato da problemi strutturali su cui gravano anche le colpe delle amministrazioni locali? «Quello è stato un episodio gestito in modo approssimativo. L'altro giorno ho dovuto dirottare circa 170 persone venute da Verona, Padova e Catania che avevano prenotato per vedere la Reggia, a Paestum e a Cassino. Ma il problema non sta lì. Il vero problema è che a Caserta i turisti non li accogliamo, ma li mandiamo via perché li trattiamo male. Questa città non ha più capacità attrattiva». Quali sono i maggiori punti di criticità sui quali occorrerebbe intervenire con urgenza? «Il problema non sono né i rifiuti né la chiusura dell'altro giorno, il punto è che qui non c'è normalità: non abbiamo una programmazione, un sistema di accoglienza, un trasporto pubblico. I punti informativi non esistono né al Comune né alla Stazione e quelli che ci sono, sono chiusi. In poche parole manca un sistema-territorio. Dunque cosa fare? Bisogna innanzitutto mettere subito a sistema tutti i beni culturali. Ovvero? Bisogna collegare la Reggia a Caserta Vecchia, a San Leucio, aprire i siti chiusi o mai partiti realmente, come il Museo Campano e il Sito di Carditello.. e fornire un sistema funzionante». I turisti che prenotano da Lei sono preoccupati di qualcosa a proposito di questo territorio? «Le prime cose di cui si preoccupano sono la sicurezza e la spazzatura. Chiedono dove possono parcheggiare l'auto e come possono raggiungere un posto senza avere problemi. Purtroppo quando il turista viene qui deve scontrarsi col parcheggiatore abusivo e con un sistema inesistente: non ha una brochure che gli spiega dove andare, le vie di accesso sono difficoltose, ..anche quelle telematiche. Trovare informazioni sulla Reggia di Caserta su internet per un turista è difficile. Non vogliamo i grandi eventi da milioni di euro, basterebbe avere la normalità». giu.fi.
CAMPANIA - polemiche per la chiusura della Reggia per il 1 maggio
La chiusura della Reggia di Caserta il 1° maggio ha causato un duro colpo economico per il settore del turismo, della ristorazione e del terziario. Francesco Marzano, responsabile di Confindustria Caserta del settore Turismo, sostiene che la chiusura non è un episodio isolato, ma piuttosto un sintomo di un sistema malato. Il problema non è solo la chiusura, ma anche il fatto che i turisti non vengono accolti bene e vengono mandati via. La città di Caserta non ha più capacità attrattiva e manca di una programmazione, un sistema di accoglienza e un trasporto pubblico. I punti informativi non esistono né al Comune né alla Stazione e quelli che ci sono, sono chiusi.
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