Cancelli sbarrati, turisti delusi. Alle proteste il ministero dei Beni culturali risponde: L'apertura negli anni scorsi era solo un progetto sperimentale» Almeno avessero affisso il cartello: «torno subito», come usano fare i commercianti che devono allontanarsi per un po', solo per qualche attimo. Così l'avventore si dà pace e armato, di santa pazienza, aspetta. Ma il fatto è che il primo maggio, Festa del Lavoro, questa consuetudine nei musei e nei luoghi d'arte non è prevista e agli avventori la santa pazienza non è bastata. Sono tornati a casa con le pive nel sacco, o meglio, nello zaino con tutto l'occorrente del perfetto turista. E' accaduto a Tivoli: ville storiche, cancelli serrati e vialetti vuoti sia per villa Adriana che per villa d'Este. Sconcerto e la delusione e musi lunghi per lo svanire della speranza di poter trascorrere la festa circondati dalla bellezza. A ben guardare un cartello sul portone verde di villa d'Este, dove sono riportati tutti gli orari di apertura e di chiusura, compare anche una scritta che avverte che il primo maggio non è possibile visitare la reggia cinquecentesca famosa per i suoi giochi d'acqua, sulle ringhiere di villa Adriana tuttavia nessuna informazione, neanche a volerla cercare, appariva sui siti del ministero dei Beni culturali e del comune di Tivoli. La delusione si ripete, come un disco, per tutta la mattinata e il pomeriggio. Un pellegrinaggio continuo di persone munite di coperte e zainetti o di famiglie con cane al seguito, e poi immediato, un contro-pellegrinaggio di gente che sconfortata cerca un angolo di verde. E c'è anche chi, giunto con un viaggio in pullman, deve riorganizzarsi in pochi minuti. «E' inconcepibile - dicono come è possibile che il primo maggio non si possa entrare a prendere un po' di sole e a stare in tranquillità?». E ancora: «Non si capisce perché quest'anno abbiano dovuto chiudere tutte le ville è la prima volta che succede. Bisognerebbe chiederlo al ministero per i Beni culturali». La risposta, un po' burocratica arriva: «La legge prevede la chiusura di questi siti il primo di gennaio, il 25 di aprile e il primo di maggio l'apertura negli anni precedenti dipendeva da un progetto sperimentale». Meglio il cartello «torno subito».