Le vittorie hanno sempre cento padri In questo caso l'avvocato Amenduni è stato l'ostinato difensore di un diritto che sembrava negato Periodaccio davvero infausto per Francesco Rutelli. Debacle alle politiche per la sua coalizione, sconfitta senza precedenti al Campidoglio e adesso anche la Corte Costituzionale gli sferra un altro brutto colpo. Insomma "er piacione" non piace davvero più. Forse un pellegrinaggio alla Madonna del Divino Amore si rende necessario, anzi meglio chiedere l'intercessione di San Nicola visto che tra qualche giorno ne ricorrono i festeggiamenti. Anche se una delle ultime volte in cui è venuto a Bari come Ministro dei Beni Culturali certo non ha lasciato un buon ricordo: con fare fin troppo deciso ha consigliato alla Famiglia Messeni Nemagna di rinunciare a ogni causa di risarcimento per ciò che la legge finanziaria del 2007 aveva loro improvvidamente tolto, con la presuntuosa motivazione che tanto le avrebbero perse tutte. Bene ha fatto la famiglia a non seguuire questo consiglio. Così assistita dall'avvocato Ascanio Amenduni attraverso un intervento del Presidente del Tribunale di Bari ha adito la Consulta che ha sancito l'illegittimità costituzionale dell'esproprio del Teatro Petruzzelli, riportandolo dal Comune di Bari ai legittimi proprietari. Secondo il giudizio della Suprema Corte mancano i requisiti di necessità e di urgenza indispensabili per un esproprio con decreto legge d'urgenza. L'onorevole Di Cagno Abbrescia fin dal 2006, quindi in tempi non sospetti, aveva paventato con un'interpellanza parlamentare urgente la incostituzionalità dell'esproprio e per contro aveva ottenuto dall'allora maggioranza di sinistra l'arrogante risposta che l'esproprio era atto necessario e urgente, requisiti che ora la Suprema Corte ha rigettato. Il Teatro Petruzzelli ritorna così ai legittimi proprietari: atto giusto e dovuto. E a tutelare la neoacquisita proprietà del comune non è servito neanche il cappello e la stella da sceriffo del Sindaco Emiliano. Diversi esponenti della politica, della cultura e dello spettacolo si sono espressi rimarcando la giustezza della decisione della Corte Costituzionale. Due tra i tanti. L'onorevole Leoluca Orlando che pur appartenendo alla coalizione al governo nella scorsa legislatura ha preso le distanze, insieme al partito a cui appartiene dalla decisione dell'esproprio, ha commentato la notizia così: "che da questa svolta ne derivi un utilizzo per il rilancio culturale del teatro. Questo deve essere l'obiettivo della nuova gestione". L'onorevole Vittorio Sgarbi, che quando era Sottosegretario ai beni culturali si è fortemente adoperato per la ripresa del Teatro, arrivando a consentire la sottoscrizione di un protocollo d'intesa (disatteso proditoriamente dal governo Prodi) tra le parti e gli enti pubblici che avrebbe in poco tempo restituito il Teatro alla città, ha così commentato: "E' stato un atto di giustizia: Non era previsto che un esproprio sostituisse la volontà delle parti, era un dovere da compiere." Ecco quindi conclusa nel migliore dei modi una vicenda dagli aspetti giuridici inquietanti e incerti, con una vittoria che - anche se le vittorie di solito hanno cento padri - in questo caso ne ha uno solo: l'avvocato Ascanio Amenduni, acrobatico inventore del geniale ricorso che ha portato gli atti alla Corte Costituzionale. Questa vicenda ci riporta a pagine di aulica letteratura: la Banda Bassotti quando tenta di assaltare il deposito di Zio Paperone fallisce miseramente e rimedia la solita figuraccia, qui non c'è la Banda Bassotti ma è rimasta la pubblica figuraccia di una sinistra ormai in disarmo.
BARI - Sentenza Petruzzelli, la nuova brutta figura della sinistra italiana
La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'esproprio del Teatro Petruzzelli a Bari, ritornando il teatro ai legittimi proprietari. L'avvocato Ascanio Amenduni ha guidato il ricorso che ha portato alla Corte. L'esproprio era stato avvenuto con un decreto legge d'urgenza, ma la Corte ha stabilito che mancavano i requisiti di necessità e di urgenza indispensabili. L'onorevole Di Cagno Abbrescia aveva paventato l'incostituzionalità dell'esproprio già nel 2006.
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