Un buon avvio, ma anche molte polemiche. Il lungo ponte, che ha portato un aumento delle presenze del 5 per cento a Firenze, caratterizzato oltretutto da un buon afflusso di clienti esteri dal Nord Europa, dall'America e dal Giappone, lascia in eredità uno strascico di polemiche evitabilissime. Il Primo maggio, infatti, i musei statali di Firenze sono rimasti chiusi, sbarrato perfino il Giardino di Boboli. ««E' stato come se si fosse chiusa la spiaggia di Viareggio il giorno di Ferragosto», si è lamentato il vicepresidente di Confindustria Riccardo Zucconi, seguito a ruota da tutte le associazioni di categoria, inviperite contro la Soprintendenza. Il danno presunto è stato calcolato dalle categorie in almeno 2 milioni di euro. «In un momento di crisi, fornire al turista un motivo per orientarsi su un'altra destinazione - ha aggiunto Zucconi - considerando il fatto che Firenze è stata l'unica città d'arte ad avere i musei chiusi, è inaccettabile». Davvero inaccettabile soprattutto se si considera la disponibilità di molti custodi a lavorare anche in occasione della festa del Primo maggio. Ci si lamenta anche a Lucca, dove gli operatori chiedono una maggiore effervescenza di iniziative che possa dare una maggiore continuità a un flusso turistico che sembra costruito più sul passaparola e gli articoli occasionali su giornali e riviste estere che su una promozione efficace. Anche Pistoia fatica un po' a far fronte al grande interesse suscitato. Scarseggiano le toilette pubbliche, gli orari dei musei non sono adeguati a un flusso rilevante di visitatori, i posteggi gratuiti, essenziali per permettere ai turisti di restare in città per un'intera giornata, sono scarsi. (c.b.)
FIRENZE. E i contro? Musei chiusi, parcheggi e toilettes cercansi...
Il lungo ponte di Firenze ha portato un aumento delle presenze del 5% e un buon afflusso di clienti esteri. Tuttavia, i musei statali di Firenze sono stati chiusi, incluso il Giardino di Boboli, il 1° maggio, causando polemiche. Le associazioni di categoria hanno calcolato un danno di almeno 2 milioni di euro. Il vicepresidente di Confindustria ha criticato la Soprintendenza per aver chiuso i musei e ha chiesto una maggiore effervescenza di iniziative per promuovere la città. Altre città come Lucca e Pistoia hanno anche riscontrato problemi con il flusso turistico, come la scarsità di toilette pubbliche e orari inadeguati dei musei.
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