Il politico tarantino rivendica: il successo del partito grazie a me E se Sardelli diventa sottosegretario il suo scranno passa a mio figlio Mario, il primo dei non eletti -------------------------------------------------------------------------------- «Io non ce lho con Ferdinando Pinto, ma mi domando sulla base di quale logica lex gestore del teatro Petruzzelli deve essere sottosegretario ai Beni culturali per lMpa nel terzo ministero Berlusconi. Perché non io?» dice Giancarlo Cito, il telepredicatore tarantino. Uno degli artefici in Puglia della buona prestazione elettorale del movimento di Raffaele Lombardo, si mette di traverso? «Non si tratta di puntare i piedi, ma sono i numeri delle politiche a dare ragione al sottoscritto». I numeri. «In provincia di Taranto lMpa ha preso la metà dei 40 mila voti messi insieme dal partito in questa regione. E stato solo grazie al nostro impegno che ha ottenuto un seggio alla Camera». Cito azionista di maggioranza dei leghisti del Sud? «E così. Diversamente Luciano Sardelli non sarebbe diventato onorevole». Sardelli, un ex di Fi, che adesso aspira ad un ruolo di governo. «Se le cose andassero in questo modo si dimetterebbe e a Montecitorio sarebbe sostituito dal primo dei non eletti, che è mio figlio Mario». Il governatore siciliano Lombardo, tuttavia, gli preferirebbe Pinto. «E a questo punto io mi arrabbio». Perché? «Bisogna avere rispetto dei tarantini, che hanno scelto in massa lMpa senza nemmeno conoscerlo, ma esclusivamente perché cera di mezzo Cito». Cito che ora reclama una ricompensa? «Potrei essere io il sottosegretario: alla Difesa, visto che Taranto ha una base della Marina, che lArsenale è con lacqua alla gola... Sì, insomma, i problemi in questa città dissestata economicamente, sono numerosi come i funghi al termine di un temporale. Ho fatto il consigliere comunale, provinciale, il sindaco, il deputato: sono o non sono più titolato di Pinto a ricoprire un incarico ministeriale?». Ha anche una condanna, definitiva, per concorso esterno in associazione mafiosa. «Questo mimpedisce di presentarmi alle consultazioni amministrative, ma non di fare il sottosegretario». Purché Silvio Berlusconi, indipendentemente da tutti e da tutto, accetti di farla entrare in campo. «Era molto umile con me quando ho fatto il parlamentare, dal 1996 al 2001. Ecco perché rifiuto categoricamente lidea che possa giocarmi un tiro mancino». E vero, come si vocifera, che suo figlio Mario potrebbe essere il candidato del centrodestra nel 2009 alla presidenza della Provincia ionica? «Non si esclude niente nella vita. Sicuramente è vero che sono determinante per garantire il futuro politico del centrodestra: sia a Taranto, sia in vista della regionali 2010. Nel frattempo...». Nel frattempo, che cosa? «Dopo la laurea in Scienze giuridiche, prenderò pure quella in Giurisprudenza: mi mancano otto esami