I dubbi di Delbono: pensavo lo stesso del progetto Guazzaloca "Ma il nostro è un piano sostenibile" «Ho seri dubbi sulla praticabilità economico-finanziaria del progetto complessivo del metrò. In questa situazione il rischio di sottrarre finanziamenti ai servizi sociali è molto alto, quasi una certezza». Chi lancia lallarme sui conti della metropolitana a Bologna non è un cittadino qualunque, ma il vicepresidente della Regione Flavio Delbono. Leconomista esprime «solo unopinione personale». In ogni caso un parere pesante: perché Delbono, oltre ad essere assessore al Bilancio in Regione, lo è stato anche in Comune e conti di Palazzo dAccursio li conosce. Professore, perché questo affondo, oggi? «Quelli di cui ho parlato a Radio Tau sono dubbi che ho sempre avuto: li ho già espressi ai tempi della giunta Guazzaloca e non mi sono passati». Perché ritiene che il metrò non stia in piedi economicamente? «Perché ha costi molto alti. Cè, a Bologna, un volume di traffico tale da giustificarli? Ne dubito. In più cè unaltra preoccupazione». Ovvero? «Abbiamo visto, con lalta velocità, che cosa succede quando si scava in città. Basta chiedere in via Carracci per averne unidea. Dunque per il metrò o si va più sotto, con costi ancora più alti, o possono esserci problemi». I tecnici del comune avranno valutato i pericoli, non crede? «Immagino lo abbiamo fatto anche i tecnici della Tav, ma non senza sorprese. In più lalta velocità non passa per il centro. E se dovesse vibrare qualche palazzo in via Indipendenza, o se saltassero fuori reperti archeologici o magari delle acque nel sottosuolo?». Sono nodi di cui si è discusso, in passato. «Non cè ancora lultimo progetto e non mi risulta che tutti questi nodi siano sciolti. Finora esiste un esecutivo solo per la tratta fiera-stazione». Teme sorprese sui costi dellopera? «Esatto. Il metrò costa 30-40 milioni a chilometro. E non mi riferisco solo a quel progetto. Il "metro che vorrei" di Corticelli, per esempio, è fantastico, ma dove si trova una tale montagna di denaro?». Si paga da solo, dicono i promotori, con i biglietti degli utenti. «E intanto chi mette un miliardo per 20-30 anni? Non vorrei fosse una cordata come quella di Alitalia. Ma se ci sono imprevisti il privato che fa? Lancia un sos al pubblico, è una vecchia storia. E poi ripeto, lesperienza della Tav non è incoraggiante». Dunque? «Forse è meglio puntare sul tram e sul servizio ferroviario metropolitano. E andare sul sicuro dal punto di vista dei numeri e della fattibilità». Così facendo, si ricomincia daccapo e si perdono anni. «Non dico di star fermi. Si vada avanti con Civis e Sfm, e si arricchisca la rete. Ma quanti metrò ci sono in Europa in città come Bologna?» Glasgow, Bilbao... «Con quanti soldi dello stato? Da noi la finanza pubblica sta molto peggio di 10 anni fa. Perciò meglio qualche anno che un progetto sbagliato. Non vorrei un nuovo Caab dove, per non perdere un contributo statale, ci indebitammo per anni». Teme che il metrò tolga soldi ai servizi sociali? «Se il piano finanziario non sta in piedi il rischio diventa una certezza». Dunque? «O cè un finanziamento sicuro sullintera opera o è meglio riflettere. Se arrivassero 600 milioni dei mille necessari, resterebbero dubbi sulla gestione perché a suo tempo le previsioni di traffico erano sovrastimate. E la Regione, che sostiene due terzi dei trasporti pubblici, dovrebbe togliere al bus per dare al metrò».
BOLOGNA - "Il metrò toglie risorse al sociale"
Flavio Delbono, economista e vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, ha espresso dubbi sulla praticabilità economico-finanziaria del progetto del metrò a Bologna. Secondo Delbono, il progetto ha costi molto alti e non è giustificato dal volume di traffico a Bologna. Ha anche sollevato preoccupazioni sulla sicurezza del progetto, poiché la costruzione del metrò potrebbe causare problemi di stabilità e danni ai palazzi e reperti archeologici. Delbono ha anche criticato la gestione dei costi del progetto e ha suggerito di puntare sul tram e sul servizio ferroviario metropolitano come opzioni più fattibili.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo