Nulla di fatto nell'incontro tra soprintendenza e sindacati. Visitabili Palazzo Reale, Madre e Capodimonte Saltano le prenotazioni a Pompei, la Regione: scandaloso. Gli albergatori: trend negativo PRIMO maggio con gli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano chiusi, così come gran parte dei musei in Campania. Beffa per i turisti: è questo l'effetto del mancato accordo tra la soprintendenza e i sindacati. Oggi, dunque, porte chiuse al Museo Archeologico, ai siti di Baia e Pozzuoli, a Castel Sant'Elmo, San Martino e alla Floridiana. Visitabili invece il Maschio Angioino, che dipende dal Comune, i musei della Regione (come il Pan e il Madre), Palazzo Reale, in virtù di un progetto del ministero per i Beni culturali sulle aperture straordinari, e il museo di Capodimonte, grazie ad uno stanziamento di 200mila euro della Regione. L'ira dell'assessore Velardi: scandaloso, non stanzieremo più fondi per l'apertura dei musei. MUSEI «porte chiuse» il Primo maggio. È saltato infatti l'accordo con i sindacati per scongiurare la chiusura dei siti museali nel giorno della festa dei lavoratori. Delusione per migliaia di turisti e stranieri che avevano prenotato, per questo maxiponte, una visita agli Scavi di Pompei, Ercolano, al Museo Archeologico e ad altri siti. Uniche eccezioni: il museo di Capodimonte, dove è in corso la mostra di Salvator Rosa, Palazzo Reale, il Madre, il Pan e il Maschio Angioino. Furioso per la rottura delle trattative e la chiusura dei musei, l'assessore regionale al turismo Claudio Velardi che non ha risparmiato nessuno: ministero, soprintendenze e sindacati. «Le sette sigle sindacali - ha scritto Velardi sul suo blog - che erano al tavolo della trattativa con la Soprintendenza alla fine hanno deciso di mantenere la chiusura dei siti archeologici: le risorse che la Regione aveva già messo a disposizione per tenerli aperti restano nelle casse regionali. Visitatori e turisti pagheranno il prezzo di questi comportamenti assurdi. La Regione non si presterà mai più a coprire le inadempienze di altri. Chiedo a gran voce ha puntualizzato Velardi - che faccia la sua parte lo Stato, responsabile dell'incuria in cui versano ì nostri Beni culturali e anche dell'approssimazione con cui vengono gestite le relazioni sindacali». E ancora: «Trovo scandaloso e immorale quello che accade nei Beni culturali italiani e campani». Per i turisti resta, dunque, da vedere solo la mostra di Salvator Rosa a Capodimonte. «Perché era già stata finanziata - spiega il sovrintendete Nicola Spinosa - gli altri nostri siti restano chiusi. La realtà è che non ci sono fondi ministeriali, il personale che va in pensione non è sostituito e nei prossimi mesi se il neo ministro non troverà i soldi necessari per pagare straordinari e arretrati, molti musei rischiano di chiudere anche nei giorni normali». Indignati anche i sindacati della federazione nazionale ministeri. «Era un bluff previsto - spiega il segretario provinciale Ugl ministeri, Vincenzo Monfrecola - sia perché impossibile organizzativamente, sia perché non era facile trovare un accordo il giorno prima dell'evento. Una decisione doveva essere definita entro il 16 febbraio. È uno smacco - conclude Monfrecola - per la città e per il turismo». Duro il commento del coordinatore nazionale Ugl-Beni Culturali, Renato Petra che punta l'indice contro i direttori regionali «incapaci - a suo dire - di coordinare eventi di simile portata sebbene ricevano stipendi equiparati a quelli dei direttori generali». Dunque musei chiusi, ma il blackout riguarderà oggi anche il trasporto pubblico. Le corse degli autobus dell'Anni saranno sospese dalle 17 alle 21. Prima e dopo l'interruzione, l'orario sarà quello previsto per i giorni festivi. Anche la stazione Dante della Linea 1 oggi resterà chiusa dalle ore 17,30. L'ultima corsa è alle 17,24. E se il primo giorno del maxi-ponte sarà pieno di disagi sono in molti ad augurarsi, per il resto del weekend almeno un incremento delle presenze turistiche, come nel ponte del 25 aprile. «Secondo le nostre previsioni - dice Pasquale Gentile, presidente degli albergatori - le percentuali di affluenza nelle isole ed in Costiera sono del 70-75 mentre a Napoli negli alberghi non si supera il 50-60. Un risultato non soddisfacente se consideriamo nel 2006 si sfiorò il 90 delle camere occupate. Un dato su cui bisogna riflettere». Un po' più di ottimismo anche se cauto da parie del presidente dell'Ascom Antonio Pace: «Napoli sta iniziando la fase di recupero sul fronte turismo - dice - ma bisogna offrire di più ai turisti in termini di assistenza, servizi, sicurezza e anche pubblicizzazione del nostro patrimonio artistico-culturale». Possibilista su una crescita nel numero delle presenze si dice invece il presidente dell'Ept Dario Scalabrini «Ai dati delle prenotazioni bisogna aggiungere chi si affida al «last minute» o anche chi aspetta di vedere le condizioni climatiche e parte senza preavviso - precisa Sca-labrini Il Maggio dei monumenti è un evento di grande richiamo e credo, dopo l'ultimo periodo davvero difficile per la città e per il turismo, potrebbe aiutare Napoli ad uscire dalla crisi».