Il sindaco invitato alla sessione in Canada: mi farò passare la paura dell'aereo PARIGI. «Guardi che lei deve farsi passare la paura di volare. In luglio dovrà prendere l'aereo e raggiungere il Quebec». L'invito a Fiorenza Brioni arriva da uno dei tantissimi connazionali che frequentano la giornata mantovana all'Istituto italiano di cultura, a Parigi. Per ascoltare Salvatore Settis, conoscere la città, i festival, le mostre, il sistema Mantova. Ma non è uno qualsiasi, è monsieur Francesco Bandarin, originario di Venezia. Alto ed elegante, davvero parisienne, è un personaggio con una voce determinante in capitolo: responsabile dei siti riconosciuti dall'Unesco. E per la Brioni la battuta - che ha tutti i caratteri di una prospettiva - diventa un antidoto per il suo timor panico che anche stavolta l'ha indotta a raggiungere Parigi in treno. Viaggio notturno all'andata con cinque ore di ritardo. Ritorno sereno e soddisfatto su un tgv. Certo che s'imbarcherà su un aereo fra il 2 e il 10 luglio, in Quebec, ovvero Canada, dove il consiglio dell'Unesco ha deciso di riunirsi in sessione annuale anche per proclamare le nuove città patrimoni mondiali dell'umanità. A Parigi - dove l'Unesco ha sede - si dice che Bandarin sia un uomo assolutamente equilibrato e che la sua italianità non fa pendere la bilancia dei giudizi dalla parte della candidature tricolori. Super partes. Però ha il bicchiere fra le dita, sorseggia vino bianco, conversa con il sindaco di Mantova nell'atrio dell'auditorium dell'Istituto, in Rue de Varenne, dirimpetto all'ambasciata d'Italia. H referente dell'Unesco scherza sulla francesizzazione del suo cognome. Anche Fiorenza Brioni, in elegante gonna Hermes, ha un bicchiere fra le mani. Immaginiamo che sia un brindisi. Eccesso di ottimismo. Mantova nell'Unesco è cosa fatta? Il primo cittadino fa comprensibilmente la scaramantica speranzosa: «La missione mantovana a Parigi è stata fruttuosa, importante, intensa. I contatti programmati o estemporanei sono stati diversi e il pubblico ha manifestato una bella e positiva curiosità. Certo la comunità degli intellettuali italiani a Parigi tifa per Mantova, per la sua candidatura Unesco». Bene, allora che si fa, da adesso? «Semplicemente vincerò la paura di volare». La notizia decodificata è questa: il sindaco di Mantova è informalmente invitato a essere presente ai lavori dell'Unesco, in Canada, perché al termine potrebbe sortire la proclamazione della nostra città a patrimonio mondiale dell'umanità. Potrebbe... La Brioni sulle prospettive canadesi è bravissima. Riesce a bloccare tutti i muscoli facciali e a non dire niente. L'attesa asettica è di rigore, comprendendo che questa partita internazionale potrebbe rappresentare la necessaria consacrazione-grandeur per un'amministrazione che sino a oggi ha operato in attesa-difesa con assetto minimalista un po' concettoso: cultura e natura, bellezza diffusa, l'arte è un diritto, Mantova sistema. Il riconoscimento Unesco potrebbe trasformare le idee da liquide a solide, dando ragione alla Brioni su tutta la linea. Un altro fronte aperto a Parigi, ma con risultati programmabili all'anno prossimo, è l'aspirato prestito della pala della Madonna della Vittoria, dipinto ex voto realizzato da Mantegna per la chiesa della Vittoria e sottratto da Napoleone. La pala sarà uno dei pezzi forti della mostra che il Louvre dedica al maestro. Apertura il 22 settembre, chiusura il 6 gennaio. L'obiettivo mantovano è quello di conseguire la concessione dell'opera anche per un breve periodo, con esposizione filologica nella stessa chiesa della Vittoria. Dopo la sua ultima comparsa ala mostra delle mostre del 1961, ogni tentativo di esporre la pala a Mantova è andato a vuoto. Dal Louvre solo cortesissimi no, anche quando all'ex reggia urbana dei Borboni di Francia ha bussato lo stesso ministero italiano dei beni culturali. La Brioni dico di immaginare - e ha ragione - che le nuove relazioni avviate con concretezza con il grande museo potrebbero allentare il rigore. Mantova si appresta infatti a sperimentare la rilevante pratica dei prestiti, dunque degli scambi, facendola finita di credere di non aver niente da dare e di conseguenza nulla da chiedere. Fino a ieri, infatti, era convinzione sedimentata che la città non avendo una dotazione mobile non potesse mettersi in campo ala pari. Poi è successo che È Comune abbia ripreso coscienza e in minima parte possesso del suo patrimonio depositato in Palazzo Ducale; che la Curia con il Museo Diocesano è diventata parte attiva nelle disponibilità, che la macchina inutilizzata è entrata in moto. Nel 2006 Mantova è stata ospite d'onore all'Ermitage di San Pietroburgo con "La famiglia di Gesù e la famiglia del Battista" messo a disposizione della Curia. Recentemente il Comune ha risolto il blocco delle statue del museo della Magna Grecia prestando a Reggio Calabria una parte della collezione egizia. Per la mostra su Mantegna dalla basilica di Sant'Andrea partiranno per il Louvre sia "La famiglia di Gesù e la famiglia del Battista" sia "Il battesimo di Cristo" e dal Museo Diocesano una serie di medaglioncini mantegneschi. Ottimo scambio: il Louvre per lo stesso periodo concederà al Diocesano "La cena di Emmaus" di Tiziano, che fece parte delle collezioni gonzaghesche, e poi il bozzetto monocromo della "Resurrezione" che Giovanni Baglione realizzò per la chiesa del Gesù di Roma. 1 bozzetto permetterà la lettura dei due brani della tela che il sovrintendente Trevisani ha ritrovato nella basilica di Santa Barbara. Sul tgv scherziamo con la Brioni. Basta treni? Torniamo siila prospettiva Unesco in Canada. Niente treni sull'oceano. Come farà? Ci va col Titanio? «No. Se c'è in baio una eventualità così, il timore di volare l'ho già vinto».