Sgarbi: Rutelli caduto sull'Ara Pacis. Milano non imiti Roma Come Rutelli ha pagato a Roma l'orrore dell'Ara Pacis, così a Milano l'amministrazione comunale può cadere sulle torri di CityLife e il restauro del Teatro Lirico». Il parallelo malaugurante per la Giunta guidata da Letizia Moratti è di uno dei suoi componenti, l'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi. Che ieri pomeriggio, durante la commissione dedicata al caso Lirico, è tornato all'attacco. Nel mirino, appunto, i tre grattacieli firmati Libeskind, Isozaki e Hadid nell'area della ex Fiera e il progetto di restyling del teatro di via Larga curato da Gianmario Longoni. Innanzitutto Sgarbi allarga il fronte del comitato spontaneo anti-torri, anzi anti-grattacielo di Libeskind, quello che ha provocato la maggior parte delle reazioni polemiche. Oltre al premier inpectore Silvio Berlusconi («mi ha giurato che quei grattacieli sbilenchi non si faranno mai») e al leader della Lega Umberto Bossi («Il Senatùr è contro quel progetto»), ieri l'assessore alla Cultura ha tirato in ballo anche uno degli imprenditori coinvolti nella riqualificazione dell'area della vecchia Fiera, Salvatore Ligresti. Sì, perché Sgarbi assicura che «Ligresti è d'accordo con Berlusconi, quel grattacielo lo vuole diritto». Quanto al Lirico, Sgarbi resta sulla sua posizione: quel restauro non s'ha da fare («ne ho parlato con Berlusconi, che nella sostanza è d'accordo con me»). Non a caso è stato l'assessore a convincere il direttore regionale ai Beni culturali, Gino Famiglietti, a stoppare i lavori. Una presa di posizione, quella di Sgarbi, che scatena la reazione polemica del capogruppo di Forza Italia Giulio Gallera: «La vicenda Lirico fa apparire il nostro Paese come la Repubblica delle Banane. Prima, infatti, il sovrintendente aveva dato il via libera al restauro, dopo, inspiegabilmente, ha bloccato tutto». Nel mirino di Gallera, naturalmente, c'è Sgarbi: «La pervicacia del critico d'arte non produca più danni di quelli già fatti, che sono rilevanti». Nello scontro Sgarbi-Gallera si inserisce Pierfrancesco Majorino (Pd): «Il Lirico è chiuso da dieci anni, nessuno può nascondere dietro all'ultima decisione del sovrintendente la gestione fallimentare del teatro condotta dal Comune». Infine, mentre si attende per luglio la decisione del ministero dei Beni culturali sul sì o no al restauro, Longoni preannuncia un ricorso al Tar contro lo stop della Sovrintendenza.